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MARMO

I dipietrini contro nuove estrazioni sulle Apuane

 La Versilia chiede alla Regione di aprire nuove cave di marmo all’interno del Parco delle Apuane. Una proposta ragionevole e comunque tutta da verificare, ma c’è già chi sapar a zero

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SERAVEZZA. La Versilia chiede alla Regione di aprire nuove cave di marmo all’interno del Parco delle Apuane. Una proposta ragionevole e comunque tutta da verificare, ma c’è già chi sapar a zero sulla proposta.

E’ l’Italia dei Valori che dicce : è urgente una normativa regionale per la tutela ambientale e occupazionale

«Noi di Italia dei Valori consideriamo urgente e necessaria l'attuazione di una normativa regionale che regoli e tuteli l'estrazione del marmo sia all'interno del Parco sia in tutto il bacino estrattivo delle Apuane»

Lo dichiarano, in una nota congiunta, la coordinatrice provinciale Idv Lucca, Lara Fiorini, e il Coordinatore provinciale Idv Massa Carrara, Galeano Fruzzetti. 

«"Rimaniamo alquanto perplessi - spiegano i dirigenti Idv - dalla richiesta dei Sindaci dell'Alta Versilia di riaprire, di fatto, le cave all'nterno del Parco delle Apuane, con la motivazione di ricreare una filiera corta a favore delle aziende versiliesi. A nostro avviso, questo progetto potrebbe risultare efficace solo se affrontato in maniera comprensoriale per tutto il comparto marmoreo e con la garanzia di una nuova normativa della Regione Toscana non tesa a consentire o facilitare l'escavazione nel Parco, ma, al contrario, con l'obiettivo di tutelare un bene paesaggistico unico e prezioso. La sfida deve essere necessariamente quella di conciliare la tutela del paesaggio in un'ottica di rilancio delle imprese del lapideo ancora aperte e dei lavoratori dell'indotto favorendo la lavorazione nel territorio della materia prima.

«Analizzando la situazione - aggiungono Fiorini e Fruzzetti - si evince infatti che per salvare capre e cavoli l'unica soluzione sarebbe quella di normare un percorso di filiera corta per tutto l'estratto nel bacino apuano. Il marmo è un bene comune che deve portare ricchezza al territorio ma attualmente l'80% viene esportato grezzo (in parte in scaglie e in parte in blocchi) e solo il 20% viene lavorato in loco. Oggi, infatti, le nostre  aziende si trovano a competere senza speranza con aziende estere che usufruiscono di un minor costo del lavoro ma che di fatto usano il materiale delle nostre montagne"

«Questa situazione è insostenibile e non si risolve certo riaprendo vecchie cave nel Parco delle Apuane", concludono Fiorini e Fruzzetti.

«E' urgente invece una legge regionale che regoli l'export e che faccia in maniera che il  marmo torni ad essere opportunità di lavoro e ricchezza per tutti: insomma un bene comune del nostro territorio».

Insomma un no a nuove cave ma senza proposte alternative, mentre l’intero settore muore. Ma soprattutto mentre tutto il bacino apuano del Parco è libero da qualsiasi vincolo.

Sembra quasi che si abbia paura dalla Versilia.-  

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