La manifestazione
«Cari carristi, ritrovate il vostro orgoglio»
La polemica lettera aperta di Umberto Cinquini: «Per questa città noi siamo un patrimonio»
UMBERTO CINQUINI
Cari colleghi carristi,
voglio essere sincero. Sono consapevole che non potremmo mai essere buoni amici e la causa è che ci innamoriamo troppo dei nostri “figliocci”. Siamo arroganti, antipatici e testardi, ma sotto sotto siamo solo dei coglioni innamorati del proprio lavoro.
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La cosa più preoccupante, però, è che siamo anche pigri ed evitiamo spesso di confrontarci con la realtà. Noi non abbiamo niente da nascondere, siamo gente che si fa il mazzo per fare il proprio lavoro e in più portiamo i nostri prodotti alla luce dove possono essere giudicati, sbeffeggiati, apprezzati o criticati da parte di tutti, al contrario di qualche burocrate stipendiato che si imbosca molto più facilmente.
Credo sia arrivato il momento - credetemi è l'ultima chiamata - per far presente a tutti che non rubiamo nulla a nessuno, ma anzi, tramite il nostro lavoro riusciamo a portare a Viareggio tante persone che pur di venire a vedere il Carnevale di Viareggio sfidano la crisi ed il maltempo.
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Mai come ora però è necessario essere presenti, mettendo un secondo da parte i personalismi. Se la manifestazione va rivista perché a qualcuno sembra superata, noi non possiamo stare ad aspettare il verdetto senza portare le prove della nostra innocenza, perché sarebbe come ammettere di essere colpevoli ed io - scusate - ma non mi sento affatto colpevole.
Vanno fatte proposte, bisogna essere presenti e attenti a tutto quello che significa Carnevale di Viareggio, bisogna parlare con la città senza paura, perché (e lo dico senza falsa modestia). Noi siamo un patrimonio della città.
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Credetemi, per me è stato veramente faticoso trovare la forza per scrivervi questo mio pensiero, ma se vogliamo salvare il nostro mondo (che tanti ci invidiano) è il caso di aprire gli occhi, ma se qualcuno di voi preferisce continuare a far finta di niente aspettando solo le disgrazie altrui... allora gli faccio il mio più sincero “in bocca al lupo”. Per non dirvi “affari vostri”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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