Il Tirreno

Versilia

Blitz in discoteca Ore di controlli nei locali dei vip

di Corrado Benzio
Blitz in discoteca Ore di controlli nei locali dei vip

In Capannina e Bussola gli ispettorei delle Entrate sono entrati alle 22,30 e hanno lasciato i locali alle 7 di mattina

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di Corrado Benzio

PIETRASANTA

Sono entrati alla Capannina di Forte dei Marmi alle 22 di sabato sera e ne sono usciti alle 7 del mattino.

Lo stesso orario lo hanno fatto alla Bussola di Focette. Più ridotto l’orario alla Capannina del Marco Polo a Viareggio. Solo dalle 22 alle 4 del mattino, ma perchè il locale nella pineta di Ponente è meno nottambulo.

Questi signori che hanno fatto questo orario non sono camerieri o lavapiatti, orchestrali o buttafuori. Erano gli uomini dell’agenzia dell’Entrate che insieme agli addetti della Siae hanno controllato nel «sabato grasso» tutti i impiù importanti locali da ballo della riviera versiliese.

Erano 26 gli uomini messi in campo dall’Agenzia delle Entrate (che hanno una sede a Viareggio e una a Pietrasanta), mentre la Società degli autori ed editori aveva messo in campo 10 ispettori.

La n otizia dei controlli è arrivata ieri nel pomeriggio tardi con uno stringato comunicato c he sottolineava una cosa, soprattutto. Che dal controllo degli incassi fatti nel corso di sabato 18 febbfraio, ma soprattutto dal confronto fatto con lo scorso anno, le Entrate hanno scoperto che gli incassi sarebbero saliti di una media del 57%, con punte che raggiungevano il 174% di aumento.

Insomma la verifica durata anche nove ore aveva lo scopo preventivo ma anche di mandare un massaggio ai titolari dei locali.

Nel corso dei controlli la Siae ha verificato il pagamento dei diritti sulla musica, ma si è verificata anche la presenza di lavoratori al nero, o comunque in posizione non reegolare rispetto alle leggi sulle assunzioni.

Gherardo Guidi, patron di Capannina e Bussola, è stato uno dei controllati.

«Sono arrivati alle 22 di sabato, sia alla Capannina che alla Bussola – spiega con tranquillità il patron dei sue storici locali – e se ne sono andati alle 7 del mattino. Noi siamo stati lì fino alle sette insieme agli ispettori delle Entrate e della Siae. Pensare che dopo i problemi di salute che ho avuto la scorsa primavera, era la quarta volta che mi affacciavo alla Capannina. Per dire la coincidenza. Con me c’èera anche mia moglie».

E come è andata la serata?

«Credo nei migliori dei modi. Sono stati molto gentili, hanno controllato veramente tutto, ma senza disturbare minimamente l’andamento della serata, e comunque senza alcun intralcio alla clientela».

A Milano, durante un blitz simile nei locali lungo i Navigli, alcuni titolari dei pub della movida si sono lamentati dei metodi un po’ rudi – a loro dire – messi in atto dagli uomini delle Entrate. Non è successo niente del genere in Capannina o alla Bussola?

«Per niente. Ripeto, sono stati di una gentilezza estrema e hanno seguito i loro controlli senza nessun disturbo».

Ma quanti erano complessivamente?

«Fra Bussola e Capannina c’erano dodici uomini fra Entrate e Siae – spiega Guidi – un buon numero certo».

E la serata com’era?

«E’ stata una buona serata – risponde con arguzia Gherardo Guidi – perchè avevamo organizzato un vero e proprio veglione, con disc jokey di qualità. Questo per quanto riguarda la Capannina. Meno felice la serata della Bussola a Focette. Ma in questo caso perchè il locale risente di più di quello che succede a Viareggio».

Dove il tempo inclemente ha mandato in crisi tuttoi il settore del diverimento. Con il Carnevale che attira meno, c’è anche meno trippa per i locali.

Eppure i locali hanno visto aumentare gli incassi, che sono stati per tutta la serata nel mirino degli ispettori delle Entrate. Cosa succederà ora?

Un commercialista mette in guardia le Entrate: «Questi controlli lasciano il tempo che trovano. Soprattutto nel paragone con l’anno precedente. Se ad esempio la Darsena fa il boom, quest’anno pioveva, la gente va meno nelle discoteche. O viceversa: con un tempo brutto non ci si scatena in strada, ma si va in discoteca».

Loredana Lumbrici della Capannina del Marco Polo conferma la serata di controlli.

«Sono arrivati alle 22 e sono andati via alle 4 del mattino, perchè il nosyro locale non chiude come la Capannina. Poi sabato sera non era serata per ragazzi. Non c’era la musica commerciale, ma si trattava di latino-ameticano. In ogni caso alla fine della nottata il verbale delle Entrate non ha rilevato niente di irregolare»

Ma quanto costa entrare alla Capannina? Il biglietto di sabato costava 10 euro e garantiva il ballo e la coinsumazione.

Come si legge nel comunicato emesso dalla direzione regionale delle Entrate: «Nella notte di sabato grasso 26 ispettorie delle Entrate e 10 della Siae hanno fatto scattare i controlli a partire dalle 22,30 e per l’intera nottata. L’attenzione degli ispettori si è concentrata oltre cjhe sull’emissione dei titoli d’ingresso ali locali e dei relativi scontrini fiscali relativi alle consumazioni, sulla tutela del diritto d’autore da parte della Siae. Nel mirino dei verificatori anche la presenza di eventuali lavoratori in nero».

Il comunicato dell’Agenzia delle Entrate non specifica il numero dei locali controllati, tantomeno ne fa i nomi. Si tratta comunque di discoteche e music-hall, non di pub o discobar che sono una delle mode del momento.

Al Faruk, discoteca riaperta giusto alla vigilia del Capodanno 2011, negano di avere avuti controlli da parte delle Entrate e della Siae. Del resto per loro un confronto con il passato era impossibile perchè il locale di Marina di Pietrasanta ha aperto dopo un’assenza dalla piazza di quasi dieci anni.

L’operazione delle Entrate rientra nei blitz che in questo periodo il governo Monti ha deciso di organizzare per dare un segnale chiaro che il lassismo verso l’evasione fiscale e dell’Iva è finito.

Il primo blitz, diventato celebre, è stato quello di Capodanno a Cortina. Dove sono stati controllati i negozi ma anche i tanti Suv e supercar che fanno da contorno alla mondanità della Perla delle Dolomiti.

Poi si è proseguito con la movida milanese e con mercati di Napoli, dove in alcuni casi gli ambulanti manco c’avevano il registratore di cassa per emettere

gli scontrini. E ora è toccato alle discoteche della Versilia.

Che non sono più quelle di una volta, ma si vede che esercitano ugualmente un gran fascino.

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