La manifestazione
«Troppo alcol, è ora di chiudere i rioni»
Fantoni torna alla carica dopo i vandalismi alla Casina dei ricordi dedicata alle vittime della strage
VIAREGGIO
«Sono andato direttamente alla Casina dei ricordi e quello che ho visto non mi è piaciuto. Vandalismi, devastazione e decine di bottiglie spaccate tutto intorno. Una cosa deve essere chiara: avanti così non si può andare».
La devastazione scoperta ieri mattina alla Casina dei ricordi di Largo Risorgimento, uno dei luoghi simbolo del dolore dell’intera città per la strage di Viareggio, suscita indignazione e rabbia come dimostrano chiaramente le parole dell’assessore Vittorio Fantoni. Che lega, senza ombra di dubbio, l’episodio alla festa rionale in corso in Darsena. La colpa non è della festa in sé, precisa Fantoni, ma del modo in cui viene vissuta da chi poi non trova di meglio da fare che danneggiare ciò che alla città sta più a cuore.
« Mi chiedo - afferma Fantoni - è giusto mettere a repentaglio con queste feste da sballo la città? La mia è una riflessione che nasce tre anni fa. Non ce l'ho con il rione Darsena che a mio avviso è anzi l'unico che dovrebbe essere salvaguardato. Gli altri sono stati un flop quest’anno e per me possono chiudere tutti». Fantoni si dice anche contrario alla scelta, comunque non messa in discussione dal Comune, di sponsorizzare le feste con una birra. «È stato un errore - afferma l’assessore - non ho difficoltà a dirlo».
Poi torna sulla questione della chiusura dei rioni. «Con il Comitato Non la Bevo - afferma - abbiamo proposto l’apertura di un tavolo istituzionale per affrontare la questione. Se i rioni devono essere questi meglio chiuderli. So bene che la mia è una proposta inpopolare, ma i politici non possono sempre ragionare in termini di voti. Dobbiamo chiederci seriamente: è questo il futuro che vogliamo per i nostri ragazzi? I rioni serali sono stati in gran parte un disatro. Solo in quelli dedicati ai piccoli vediamo la partecipazione dei bimbi, grazie alle scuole e alle cose semplici. Questo è lo spirito che dobbiamo ritrovare. Non ci servono manifestazioni che servono solo a far fare cassetta a qualcuno. Non mi interessa se così, come sostiene qualcuno, i ragazzi si divertono. Se poi finiscono all'ospedale? Chi ne risponde? Questa è una cultura che non mi appartiene. E non perché sono contro l’alcol: va bene anche la festa della birra se controllata. Non ammetto però la cultura dello sballo».
Intanto a saltare è il Carnevale di Pietrasanta che ieri ha dato forfait per la pioggia.
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