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Columbro cavaliere gioca con Viareggio
VIAREGGIO A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale. E Marco Columbro non si tira indietro: motteggia con Re Carnevale (alias Enrico Petri), promuove tutti i carri (ma è in giuria e gli toccherà votare......
VIAREGGIO
A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale. E Marco Columbro non si tira indietro: motteggia con Re Carnevale (alias Enrico Petri), promuove tutti i carri (ma è in giuria e gli toccherà votare...) e “gioca” anche col “Tirreno”. Rispondendo alla domanda “sindaco per un giorno, qual è la prima cosa che fai”. «Una grande festa, invitando tutti i più gradi teatri d’Italia al Politeama per la settimana della prosa. Che comprende anche una gara tra gli studenti per chi fa la piece più bella...».
Cavaliere del Carnevale, Columbro ha fatto “scorta” di viaregginità. «Un ricordo di Carnevale? - ha risposto così alle domande dei cronisti -: quando ragazzini appena adolescenti seguivano le ragazze pronti a palpare per poi scappare. Ricordo un corso in cui fui fermato sul più bello da una voce che diceva “Oh che fai, imbecille: è la mi’ figliola””. Finì con una fuga precipitosa...». Perchè Carnevale a Viareggio «è il piacere della goliardia, delle cene con gli amici, di un piatto di spaghetti con le cicale, dello sfrenarsi ai rioni...E poi i carri: ricordo da bambino quelli di D’Arliano...erano enormi, un’emozione grandissima per noi piccoli...».
Poi si cresce ed il passaggio per chi ha il Carnevale nel sangue è inevitabile: «Ero di quelli che faceva i movimenti nei carri. Fa parte del Dna dei viareggini, non c’è niente da fare..».
Ora, invece, che i carri li guarda dalla tribuna d’onore gli tocca il compito di giurato: «È una responsabilità che ti espone a tutti i “vaffa...” possibili...Alla fine non vorresti esprimerti, sono tutti così belli...».
Nell’euforia della festa, tra i colori che risaltano nonostante il cielo grigio, però l’attore viareggino si sbilancia davanti al carro di Roberto Vannucci: «Ha dei bei movimenti e molte chance di arrivare tra i primi».
L’occasione del riconoscimento a Marco Columbro è stata anche l’occasione per “gemellare” la Fondazione ed il Carnevale con la campagna di “Actionaid” contro la fame nel mondo. Sulla tavola apparecchiata (che il maltempo ha impedito fosse allestita in piazza Mazzini) il cibo di cartapesta ed i piatti vuoti: segno di una parte di mondo per la quale il cibo è inarrivabile. Lo slogan, che Alessandro Santini, presidente della Fondazione Carnevale, ha voluto rilanciare è quello proposto dalla onlus: “La fame non è uno scherzo. È un’ingiustizia”.
«La fame - hanno ricordato i giovani promotori dell’iniziativa - è un prodotto dell’uomo e può finire. Abbiamo fame di cambiamento, dal Nord al Sud del mondo».
Anche Columbro ha accettato di indossare la spilla di “Actionaid” promuovendo «l’associazione tra Carnevale di Viareggio e solidarietà». (d.f.)
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