Il Tirreno

Versilia

Scossa da 380 volts salvo per miracolo

di Donatella Francesconi
Scossa da 380 volts salvo per miracolo

Un collega che gli ha prontamente strappato il cavo di mano La Fiom: in quel capannone Fipa non si doveva lavorare

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VIAREGGIO

La scossa, 380 volts, l’avrebbe ucciso. Se solo fosse stato da solo sotto il capannone della Fipa, nell’area di Polo nautico. Invece è rimasto solo lievemente ferito alle dita, grazie al collega che gli ha strappato il cavo di mano. È accaduto giovedì e lo racconta Daniele Dinelli, delegato Fiom-Cgil di Polo nautico e rappresentante alla sicurezza. «All’interno del capannone Fipa è stata portata un “guscio” da 70 metri del quale non conosciamo il committente. Ho chiesto per scritto alla Asl che prima dell’inizio dei lavori vi fossero i piani di sicurezza ed ho fatto presente che era necessario assicurare tutte le condizioni per evitare infortuni a chi avrebbe dovuto lavorare all’interno dell’area».

Poco dopo l’infortunio, che solo per la prontezza di un operraio non si è trasformato in tragedia, Dinelli viene chiamato nel capannone: «Il lavoratore si era fasciato le dita - racconta il delegato - con il nastro adesivo quello da elettricista... Aveva paura di andare al Pronto soccorso. Dove, poi, l’hanno trattenuto per tutte le analisi, anche cardiologiche, relative ad una scossa del genere».

Resta, tutto aperto, il problema della sicurezza da assicurare a chi opera nella nautica della Darsena viareggina. Oggi che, a cinque anni dalla morte del giovanissimo marinaio Joubert Thompson proprio nell’area di Polo nautico, la mensa dei lavoratori sarà a lui dedicata in una giornata (il 29 febbraio) che vedrà svolgersi una tavola rotonda sulla sicurezza alla presenze di Beniamino Deidda che guida la Procura generale della Toscana.

«Racconterò cosa avviene - è la promesse di Dinelli - oggi che le aziende di Polo nautico non riconoscono più la figura del rappresentante alla sicurezza valida per tutte le aziende come da accordo siglato con tutti gli enti pubblici. Accordo che viene considerato scaduto».

Forte l’allarme che viene lanciato anche dal segretario della Fiom Versilia, Lamberto Pocai: «La sicurezza sul lavoro fa passi indietro - denuncia il sindacalista - a cominciare dal fatto che il sevizio di sorveglianza e prevenzione della Asl Versilia viene ridimensionato non rimpiazzando chi se ne va. Eppure, nemmeno troppi anni fa, si era sviluppata un’azione comune tra gli enti competenti proprio sulla nautica viareggina...Che fine ha fatto e che futuro avrà stando così le cose?».

Pocai insiste anche sulle condizioni realtive alla lavorazione che ha visto l’ultimo infortunio sul lavoro: «Non era stato consegnato il documento di valutazione dei rischi e non c’era il Piano di sicurezza. Inoltre, lì non ci doveva essere nessuno perché nessuno aveva dato l’autorizzazione ad operare».

Non solo, aggiunge Dinelli: «I due lavoratori erano a bordo. Mentre non c’erano ancora i ponteggi tali da consentire l’accesso».

In queste condizioni e con queste preoccupazioni si arriva all’appuntamento con la tavola rotonda e con la commemorazione del giovane neozelandese che ha perso la vita ed i sogni nella Darsena viareggina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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