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Presidio contro i parcometri

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Monteforte: per controllare la sosta all’ospedale coinvolgiamo il volontariato

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CAMAIORE

Dopo un primo smarrimento perfino gli extracomunitari che popolano da mesi il parcheggio dell'Ospedale unico di Lido di Camaiore hanno apprezzato e dialogato con i Cittadini del Comitato per la salvezza dell’Ospedale unico e i volontari di “Progetto Forte”, che, guidati dal consigliere comunale Gabriele Monteforte, ieri mattina hanno attivato una postazione per sensibilizzare l’utenza ospedaliera e il mondo della politica locale sulla loro contrarietà alle indicazioni emerse dalla Conferenza dei Sindaci della Versilia, e volte a rendere l'area di sosta dell'ospedale un parcheggio a pagamento.

«Siamo davvero stati accolti molto bene - spiega lo stesso Monteforte - sia dagli extracomunitari, che hanno capito il problema e la nostra battaglia, sia da chi si recava all'ospedale e si è soffermato a dialogare con noi, tant’è che le firme di protesta contro l'ipotizzata decisione dei sindaci sono salite a oltre 600 in poche ore. Certo non si può disconoscere che il parcheggio sia oggi in uno stato di abbandono totale, in pieno caos e anche sporco. E che si debba mettere mano a un suo riordino. Ciò detto, però noi ribadiamo la nostra contrarietà a che l’area diventi a pagamento, soprattutto perché i cittadini già pagano caro per la sanità pubblica, e non devono sobbarcarsi anche questo ulteriore balzello».

«Parlando con la gente, comunque, è emersa una proposta che facciamo nostra e giriamo ai sindaci - continua il leader di “Progetto Forte” - Abbiamo, infatti, calcolato che con 30-35mila euro all’anno si potrebbero pagare due o tre persone con la mansione di sorveglianti del parcheggio che dovrebbero contribuire a mantenerlo in ordine e in tranquillità. Si tratta di una cifra irrisoria se divisa per i sette comuni (appena cinque mila euro ciascuno), che potrebbe anche diventare un contributo al volontariato, perché, a rotazione, di questo servizio di custodia, se ne potrebbero occupare una o più associazioni no-profit, esclusivamente per evitare le intemperanze e i problemi denunciati. Se poi si trovassero le persone giuste potrebbe svilupparsi pure una certa collaborazione e un diverso clima anche con i ragazzi extracomunitari che cercano in fondo soltanto di racimolare i soldi per la giornata».

Franco A. Calotti

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