Attenzione
Lite sulla sede della Lucertola
Potrebbe andare a Ripa. Il sindaco: non creerà disagi
RIPA
Il bando per l'assegnazione in comodato gli uffici delle ex poste di Ripa fa discutere. Sembra infatti che ci siano le condizioni perché il soggetto vincitrice del bando possa essere la Contrada La Lucertola, da tempo in cerca di una sede. Il bando prevede un comodato per i 102 metri quadrati di locali fino a poco tempo fa utilizzati dalle Poste; la durata sarà di cinque anni e il soggetto vincitore dovrà corrispondere al comune un contributo di 105 euro il mese più le utenze (luce, gas, spese di condominio). Ma alcuni cittadini hanno sollevato un discussione, portando anche in comune una richiesta: l'immobile venga adibito a case popolari piuttosto che a sede di una contrada (o di una associazione). Il sindaco di Seravezza però intende fare chiarezza su questo punto. «Il bando è aperto, vedremo chi vincerà - dice Ettore Neri - Qualora gli spazi venissero assegnati alla Lucertola, penso che a quel punto la contrada avrebbe finalmente una sede dignitosa: sarebbe un fatto positivo. Detto questo, i cittadini che hanno sollevato la protesta hanno dato una lettura errata a tutta la questione. Intanto è bene chiarire che l'immobile ex Poste a Ripa era originariamente destinato a Centro civico, essendo nato insieme alle case popolari. Essendosi liberato dalle Poste, adesso può avere la sua destinazione originaria: per cui non si va a togliere spazio ad eventuali alloggi aggiuntivi». Il malumore potrebbe essere generato anche dal timore che la contrada possa svolgere nei pressi della futura (ed eventuale) sede gli allenamenti di musici e tamburini. «Questo non è possibile - assicura Neri - perché stiamo elaborando un regolamento comunale che disciplinerà le attività rumorose nel territorio, tra cui gli allenamenti delle contrade. Lo spazio vicino alle ex Poste di Ripa non figura tra le aree in cui si svolgeranno gli allenamenti. Pertanto anche qualora fosse la Lucertola ad aggiudicarsi il bando, potrà utilizzare quegli ambienti come sede». Insomma, sarà un condomino come tutti gli altri.
Simone Tonini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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