Il Tirreno

Versilia

Comunali, il Pdl teme le divisioni dei moderati

di Valentina Landucci
Comunali, il Pdl teme le divisioni dei moderati

Santini guarda al consolidamento dell’alleanza con l’Udc: difficile a Forte e instabile a Camaiore, ma molto utile anche alla giunta Lunardini

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VIAREGGIO

La parola d’ordine è non dividersi. Bruciano ancora le sconfitte di Pietrasanta e Massarosa. Due comuni consegnati alla sinistra, tanto per citare il giudizio diffuso tra i tesserati del Pdl in Versilia, per colpa della eccessiva frammentazione del centrodestra. Le strategie per evitare di ripetere gli errori del passato saranno dettate dal nuovo coordinamento provinciale del partito. E in proposito il neo coordinatore, Giovanni Santini, ha parlato chiaro. Tra personalismi e strane alchimie politiche, tanto per usare le sue parole, il rischio di lottizzare l’elettorato c’è. Sia per le vicine comunali di Camaiore e Forte. Sia nella prospettiva - lontana ancora 12 mesi - delle elezioni a Viareggio. Occorre ampliare gli orizzonti. E il Pdl versiliese guarda ai moderati. In primis verso quell’Udc che a Viareggio tanto sta facendo per tenere in piedi la giunta Lunardini (che governa grazie a un solo voto in più dell’opposizione).

Il Pdl uscito dal congresso della settimana scorsa non è un partito senza risorse interne. «I tesserati in Versilia sono circa 2000 - spiega Santini - e Viareggio con le mille e 63 tessere è il secondo Comune per importanza in Toscana dopo Firenze». Uno stimolo per guardare al futuro con fiducia ma anche attenzione. «Il dato politico acquisito rispetto a quanto accaduto a Massarosa e Pietrasanta - continua Santini - è che esiste una maggioranza di moderati marcata ma penalizzata dalla scomposizione con la quale si è presentata al primo turno. Quindi il dato politico non si è tradotto in dato amministrativo». E le due amministrazioni sono andate al centrosinistra. «Se in passato abbiamo scontato posizioni locali e personalismi - continua il neo coordinatore provinciale - ora è a rischio il bipolarismo, una conquista della seconda Repubblica. Penso, sul piano nazionale, ai tentativi di sganciamento della Lega. E sul piano locale alla posizione dell’Udc impegnato in un percorso terzopolare per quanto non omogeneo sul territorio. Un tentativo che credo sia più una chimera politica che una risposta a effettive esigenze». Il riferimento è anche alla situazione di Forte sulla quale, secondo Santini, continuano a pesare scelte di carattere personale come la posizione di Gabriele Monteforte (Udc) che scioglierà il nodo sulla propria candidatura solo a marzo. Ma anche ai colpi di scena di Camaiore con l’uscita dal Pdl del sindaco Giampaolo Bertola. «Ufficialmente - continua Santini - l’Udc, anche tramite i suoi esponenti nazionali, non ha dato segnali rispetto al venir meno del proprio sostegno nei confronti del candidato del Pdl Matteucci».

Un’alleanza stabile con l’Udc potrebbe fare bene a Camaiore (anzitutto per evitare un rischioso ballottaggio). Ma potrebbe avere un significato anche maggiore per Viareggio dove Lunardini continua a governare proprio grazie al partito di Casini. Il Pdl accoglierebbe a braccia aperte, in giunta, un assessore dell’Udc, compagine che sembra preferire al momento ruolo diversi - in termini di poltrone - in seno alla maggioranza. Non solo. Il consolidamento dell’alleanza potrebbe essere un elemento di tranquillità in vista di una tornata elettorale nella quale pare certa la discesa in campo degli scontenti del Pdl viareggino (con il consigliere Bolognesi e il senatore Baldini in testa). Una lista civica potenzialmente fastidiosa. Anche se per Santini «le valutazioni sulle intenzioni - conclude - sono difficili. Preferisco farle sulla base di proposte elettorali e a urne aperte».

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