Proteste
È guerra contro la tassa su computer e telefoni
VIAREGGIO Canone Rai anche per i computer o i telefonini di ultima generazione delle aziende? L’ennesimo balzello quanto mai indigesto al mondo a imprenditori e commercianti della Versilia che...
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Canone Rai anche per i computer o i telefonini di ultima generazione delle aziende? L’ennesimo balzello quanto mai indigesto al mondo a imprenditori e commercianti della Versilia che proprio in questi giorni stanno ricevendo per posta i bollettini - piuttosto salati - con i quali si chiede il pagamento della tassa. Di fatto un abbonamento speciale che tuttavia non riguarda solo gli apparecchi tv di cui bar, ristoranti, negozi e uffici sono talvolta dotati. Il balzello si paga anche se la tv non c’è e al suo posto, ad esempio lo studio di un commercialista o il negozio di abbigliamento, c’è un computer. Il canone è fissato dalla legge (la prima stesura addirittura risale al 1938) che ne impone il pagamento a chiunque possieda apparecchi “atti o adattabili” alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive, al di fuori dell'ambito familiare. «L'ennesimo balzello ai danni dei commercianti - commenta il direttore di Confesercenti, Alessandro Cerrai - che questa volta sfiora addirittura il ridicolo. La legge, infatti, utilizza una dizione che, com’è facile intuire, grazie agli sviluppi registrati a livello tecnologico (computer, telefonia, ecc.) riguarda la quasi totalità delle imprese. Imprese che, è bene ricordarlo, usano computer e telefoni per esigenze di lavoro e non per vedere la televisione. Riteniamo di essere di fronte a una norma assurda, quindi, che costringe le imprese a un ulteriore esborso, in un momento segnato da una crisi economica senza precedenti per le nostre aziende». Per Cerrai «sarebbe auspicabile che da parte della Rai vi fosse un passo indietro e una completa revisione della norma, con l’introduzione di strumenti che permettano di identificare chiaramente chi usufruisce del servizio obbligandolo, in tal caso, a pagare».
Posizione analoga a quella espressa da Confartigianato Lucca che definisce la richiesta del pagamento di un canone per computer e telefonini assurda: una tassa su strumenti di lavoro ormai diventati indispensabili. «Invitiamo le imprese - scrive Confartigianato - a recarsi nei nostri uffici già fin da lunedì della prossima settimana per sottoscrivere la lettera di protesta da inviare al Ministero».
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