Lutto
Avanzini condanna i «furbetti»
Ma il grande costruttore ricorda: noi non facciamo nero, è tutto fatturato
VIAREGGIO
Alessandro Avanzini non giustifica affatto, ma condanna chi è ricorso ad alcuni artefizi nella conduzione dell’impresa artigianale.
«Il Carnevale non è una zona franca – dichiara uno dei costruttori di maggiore fama e autorevolezza per la dirittura morale – quindi non è immune da certe situazioni, che ripeto, condanno.
«Però coloro che hanno fatto uso di queste cose per far quadrare la situazione lo hanno fatto per farsi magari uno stipendio, ma è bene ribadire che siamo imprese artigiane a tutti gli effetti con un fisso di circa 130mila annuo da cui dobbiamo toglierci tutte le spese.
La cifra segnalata da Avanzini è il compenso che prende un carrista di prima categoria, la metà grosso modo per i 5 di seconda.
«Vorrei far presente e sfatare una volta per tutte che il mondo dei carristi non ricorre al cosiddetto nero perché dobbiamo fatturare tutto alla Fondazione Carnevale, che sa benissimo le nostre condizioni, tanto per rendere ancora di più l’idea abbiamo appena percepito il 50% degli acconti da parte della Fondazione Carnevale, quindi le difficoltà da parte di tutti noi ci sono.
Non giustifico comunque chi ha fatto ricorso a certe vie per abbattere l?utile da dichiarare al fisco come ha evidenziato l?inchiesta della Guardia di Finanza
Carlo Lombardi non intende entrare nei particolari, perché non conosce bene le cose
«Per quanto mi riguarda – dichiara il carrista – oltre alle costruzioni del Carnevale, eseguo scenografie quindi riesco a lavorare tutto l’anno. Il mondo del carnevale è fatto comunque da gente onesta che ci mette sempre la faccia. Nell’ambito dei costruttori siamo sempre i soliti da anni, con tradizioni anche familiari, questo dovrebbe servire per essere una garanzia di serietà e rettitudine.
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