La manifestazione
Sullo squarcio relazione aperta
Il confronto tra tecnici ed i dubbi degli ingegneri del ministero
VIAREGGIO
Discussione serrata, quella delle ultime settimane, al tavolo della commissioni ministeriale di investigazione sul disastro ferroviario di tre anni fa a Viareggio. Ai tre commissari (ingegneri Branciamore, Loreto e Lucani) si sono affiancati - negli incontri con tutte le parti coinvolte nella vicenda giudiziaria - anche Marco Pittaluga e Massimo Costa. Il primo è il direttore generale della Direzione istituita dal ministero dei trasporti: il secondo, invece, è il dirigente della prima divisione della stessa Direzione e tiene i rapporti, tra l’altro, con le imprese ferroviarie e con l’Europa.
Al centro della discussione tecnica (non c’è disastro ferroviario che possa prescindere dall’essere fortemente centrato su questi aspetti per la soluzione del “caso) - tra i tanti punti - anche la dinamica che ha portato la cisterna squarciata nella posizione in cui è stata ritrovata. Secondo le obiezioni dell’ingegnere Pittaluga locomotore e “bombolone” sono ancora attaccati quando la cisterna intercetta la zampa di lepre (il pezzo dello scambio). E, questa l’affermazione, in questo scenario «l’altezza dello squarcio» sarebbe «coerente» proprio con l’azione della zampa di lepre. La discussione è corsa sullo stesso binario anche nell’incontro avuto con la Procura, il consulente dei Pm, la squadra della Polfer che esegue le indagini al completo. A sindaco e presidente della Provincia, presenti agli incontri, l’ingegner PIttaluga ha comunque voluto confermare di non aver intenzione di chiudere il capitolo di relazione dedicato all’oggetto, quale che sia, imputato di aver squarciato il bombolone. (d.f.)
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