Gioco
Il Festival pucciniano chiede aiuto alla Regione
Riunione fissata per il 21. Manca il milione e mezzo dei fondi del Governo. Buono il numero delle prenotazioni ma il cast al momento c’è solo sulla carta
TORRE DEL LAGO. Il Festival pucciniano è anche Valerio Galli e la soprano Silvana Froli che si impossessano del pianoforte dell’aeroporto di Parigi, dove gli artisti diretti in Nicaragua sono rimasti bloccati per la neve, ed improvvisano un concerto che ha catturato l'attenzione dei passeggeri in attesa del volo. Applausi e richieste di autografi, sotto gli occhi di numerosi turisti giappone che hanno immortalato l’evento a sorpresa. Tra di loro ci sarà sicuramente qualcuno che coglierà l’occasione per prenotare una serata in riva al lago per la stagione lirica estiva. “Chi canta? Chi è in scena?”: sono queste le domande che si sentono ripetere alla biglietteria della Fondazione. La risposta non c’è. Il cast non può essere ufficializzato perché i contratti con gli artisti non possono essere firmati a causa dell’incertezza economica nella quale il Festival si dibatte ormai da due anni abbondanti.
Per il 21 di questo mese è fissato, a Firenze, un appuntamento importante: sindaco, presidente della Fondazione, direttore della stessa saranno in Regione. L’incontro, rinviato per la neve delle ultime settimane, si terrà negli uffici del presidente Enrico Rossi. Ma alla Fondazione continua a mancare il milione e mezzo di fondi Arcus (Governo centrale) che per il 2011 sono stati negati e per il 2012 neppure contabilizzati in quanto le somme del bando sarebbero finite nei tagli del Governo Monti. Nessun ente pubblico sembra poter rispondere, al momento, a questa necessità. E per quanto riguarda il Comune pende sulla testa dei conti pubblici l’incertezza di un Carnevale di crisi, meteorologica e non, che rischia di aver bisogno di più ossigeno rispetto al passato. L’terno “gioco” del dare togliere a una Fondazione all’altra potrebbe rivolgersi, per causa di forza maggiore, alla Fondazione presieduta da Alessandro Santini che già è dovuto andare a nozze con i classici “fischi secchi”.
Al momento il Festival oggi nelle mani di Paolo Spadaccini ha zero garanzie di poter entrare in possesso della somma necessaria a prendere fiato. Nè la politica nazionale, la stessa che ha celebrato il Maestro Giacomo con grande spolvero meno di quattro anni fa, si è già dimenticata del Granteatro in riva al lago caro a Puccini. Forse per la prima volta non c’è partito rappresentanto in Parlamento che abbia la forza (o la voglia) di far pesare l’esperienza del Festival lirico difendendone il diritto acquisito a restare in vita. In questo incredibile quadro viene da chiedersi se il tanto parlare delle “sinergie” con Lucca non serva a dare il colpo finale all’esperienza viareggina per poi dirottare finanziamenti sul capoluogo. Il cui teatro del Giglio non ha dimostrato di sapersela cavare meglio di quanto non abbia fatto la Fondazione in riva al Massaciuccoli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
