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Elezioni 2013: il Pd e lo scoglio primarie

Elezioni 2013: il Pd e lo scoglio primarie

Batistini: abbiamo già dimostrato di non saperle fare. Corsetti: si apra entro marzo la discussione

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VIAREGGIO

C’è “l’effetto Venezia” e l’effetto Genova, almeno in casa del Partito democratico in cerca di un candidato a sindaco per le elezioni amministrative del 2013. I tempi sono stretti, di nomi in questi ultimi mesi ne sono circolati tanti, compreso quello di Massimo Lucchesi (ex direttore Apt per due anni) dato come il nome che potrebbe «mettere d’accordo tutti» nel senso di sanare le ferite ancora aperte dell’eterno scontro tra marcucciani (nel senso della “squadra” dell’ex sindaco Marco Marcucci) e non. Ma il segretario comunale Glauco Dal Pino sembra guardare altrove: «Sono fermamente convinto - dichiara al “Tirreno” - che il Partito democratico possa aver un proprio candidato a sindaco. Una figura di rinnovamento (non di rottura), uno/a che si sia dato da fare in questi anni all’interno del partito, che non sia legato/a a precedenti esperienze amministrative in città e rispetti quelle che sono le linee guide che stiamo mettendo a punto e saranno formalizzate nella conferenza programmatica che si terrà a marzo». I giovani del Pd, che nei giorni scorsi si sono riuniti, rivendicano un candidato under 45 anche per il ruolo che molti di loro hanno ricoperto in questi quattro anni di amministrazione Lunardini: «Se i parametri sono quelli che ho indicato - conferma Dal Pino - il cerchio alla fine si restringe molto...».

L’effetto Genova si sente tutto, però, nelle parole del capogruppo in consiglio comunale, Antonio Batistini, che sul dubbio amletico “primarie sì, primarie no”, risponde deciso: «Il gruppo dirigente dovrebbe saper scegliere. Abbiamo già dimostrato quattro anni fa di non saper fare le primarie». Batistini insiste sulla «necessità di un candidato condiviso», poi si leva un sassolino dalla scarpa: «Voglio fare un invito alla lealtà: chi ha ambizioni lo dica chiaramente e se ne parla tutti insieme».

Analisi simile a quella che arriva dal segretario versiliese del Ps, Alberto Corsetti: «Al partito di Viareggio ho chiesto una cosa: entro la fine di marzo un’assembela pubblica sul programma e su come si sceglie il sindaco. Manca nel Pd di Viareggio un dibattito che spero ci sia sulla questione delle primarie. Una cosa deve essere certa: chi vince le primarie ha in tasca il programma del Partito democratico». Nel frattempo, Corsetti lo dice chiaramente, «tutti rivendicano un ruolo» ed il rischio reale «è quello di fare la fine di Genova». Dove, un Pd con due candidati alle primarie finirà per votare, alle elezioni, un nome della coalizione che non è, però, nessuno dei due “fatti in casa”.

A proposito di assemblee e programmi, Batistini manda al suo partito un messaggiopreciso: «Il gruppo consiliare ha fatto un gran lavoro in questi quattro anni di opposizione. Ma nessuno ci ha mai invitati al confronto per la definizione del programma». (d.f.)

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