Il Tirreno

Versilia

C’è chi chiude e chi soffre Il grande freddo dei locali

di Corrado Benzio
C’è chi chiude e chi soffre Il grande freddo dei locali

 La ristorazione in Versilia non se la passi troppo bene è ormai cosa risaputa. E’ un inverno freddo, anzia gelido e non solo per il meteo ma per i consumi.

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VIAREGGIO. La ristorazione in Versilia non se la passi troppo bene è ormai cosa risaputa. E’ un inverno freddo, anzia gelido e non solo per il meteo ma per i consumi.

I grandi soffrono, i medi tagliano il personale e talvolta la qualità della materia prima, i piccoli chiudono oppure vendono pranzi di lavoro a 10 euro.

Ha chiuso anche Henri, ma il suo tonfo non ha fatto troppa notizia. Il locale non ha mai suscitato un grande appeal sul pubblico versiliese. Solo la stella Michelin ottenuta nel 2011 e confermata nel 2012 dalla guida francese, aveva fatto parlare di questo locale che nella nuova location nell’ex Oca Bianca è durato veramente poco.

Interessanti però levoci sulle cause della chiusura. Sul web gira l a ridicola versione che avrebbe chiuso dopo un controllo della Finanza alle auto dei clienti parcheggiate in Darsena. Un controllo stile Cortina che lo avrebbe sdegnato. In realtà si chiude, normalmente, perchè non si hanno clienti, o perchè non c’è più equlibrio fra costi e ricavi.

La ristorazione, vero vanto della Versilia, soffre perchè non ci sono soldi in giro, mentre i costi aumentano completamente. Si parla di locali con 100mila euro l’anno di affitto: cost i fissi da follia.

E così non solo Henri ha chiuso, ci sono altri locali con problemi. A Marina di Massa, ad esempio, ha tirato giù il bandone la Conchiglia, miglior ristorante di pesce della provincia apuana. La sua clientela versiliese (a partire da Massimo Moratti) non lo ha tradito, ma i conti erano diventati eccessivi: quasi 5mila euro solo di affitto del fondo.

Il patron Patrizio Giacomelli sta cercando di aprire in Versilia, ma il momento non sembra propizio.

«Se qualcuno vuole l’elenco dei localiin crisi – racconta un ristoratore che vuole restare anonimo – basta chiamare i fornitori. Non ci sono solo le pescherie alle prese con locali insolventi. Anche i rappresentanti di vino non riescono a farsi pagare in tempi decenti.

E così si riduce il personale, si tagliano i costi, si cercano anche formule nuove per rilanciare il settore.

Resta il fatto – racconta un altro ristotatore – che ci sono almeno 5 locali, di discreta fama sulla strada della chiusura.

Non tutto, per fortuna, è così nero. In questi giorni ha riaperto il Piccolo Principe, il ristorante all’ultimo piano dell’hotel Principe di Piemonte. o.

Altra notizia dal mondo della ristorazione riguarda il Maitò di Forte dei Marmi. Uno dei locali mitici della Versilia anni Ruggente ha visto tornare a casa il grande Antonio. E la cosa è stata subito segnalata dal web, dopo la sfortunata avventura dell’Antonio a Pietrasanta.

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