Trasporti
La casa crollò, in cinque a processo
Due imprenditori e tre professionisti davanti al giudice con l’accusa di disastro colposo: un tetto precipitò su un operaio
MASSAROSA
Un vecchio frantoio che deve essere ristrutturato e trasformato in appartamenti. Ma durante i lavori avviene l’imprevisto: una parte di tetto crolla e travolge un operaio che rischia di restare ucciso sotto le macerie. Il fatto, avvenuto a Quiesa in via Pietra Padule, risale al novembre del 2009. In questi giorni, in tribunale a Viareggio, si è svolta la prima udienza: tra gli imputati due imprenditori e tre professionisti molto conosciuti. Per tutti le accuse sono crollo e disastro colposo e lesioni.
Il processo. A dover comparire davanti al giudice sono l’imprenditore Mariano Montemagni, titolare della ditta Pielle esecutrice dei lavori (assistito dall’avvocato Saverio Giampietri); Andrea Larini, rappresentante della Gavisama, committente dei lavori (il legale è Giacomo Ciardelli), il geometra Luca Sarti ,progettista dell’intervento (l’avvocato è Marcello Taglioli), l’ingegnere Fabiana Di Giuseppe, coordinatore per la sicurezza; l’ingegnere Luca Giannini, progettista e direttore dei lavori strutturali. Gli ultimi due imputati sono assistiti dagli avvocati Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno.
Nell’udienza avvenuta due settimane fa si è discusso della costituzione di parte civile da parte di alcuni soci della stessa Gavisama Srl: la società, assistita dall’avvocato Roberto Orlandi, per ora ha chiesto danni per 300mila euro dovuti alla mancata realizzazione del progetto e vendita degli appartamenti. L’operaio ferito, Mihai Ungureanu ha incaricato di rappresentarlo l’avvocato Carlo Alberto Antongiovanni.
A indagare sulla vicenda sono stati i vigili urbani di Massarosa e l’Asl.
Il crollo e le accuse. Al momento del crollo nel frantoio stavano lavorando tre operai. A cedere sono stati parte del tetto e 2 solai travolgendo solo il lavoratore romeno (che si trovava al secondo piano dell’edificio a raccogliere calcinacci). Gli altri due operai sono rimasti illesi .
Nei giorni dell’incidente, secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti, la ditta stava realizzando alcuni lavori di demolizione di intonaci, rimozione di pavimenti e scavo del sottopavimento del piano terra.
Secondo la Procura di Lucca ( a coordinare le indagini è stato il pm Sergio Garofalo) il progetto e i lavori non hanno rispettato le norme per la prevenzione degli infortuni e sulla sicurezza. Inoltre agli imputati viene contestato di non aver eseguito tutti i saggi necessari sulle fondazioni e sulle strutture portanti, prima di eseguire i lavori.
La Procura contesta anche i progetti presentati dai professionisti: in particolare sarebbe stato permesso lo scavo sotto le strutture portanti «senza prevedere puntellature».
La società Gavisama chiede un risarcimento per i danni causati dal crollo e provocati dal lungo sequestro che ha ritardato la prevista vendita dell’immobile. La prossima udienza è prevista per inizio aprile.
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