Sicurezza
Bufera sul vertice per i bagni pronta la protesta antiMonti
VIAREGGIO L’incontro a Roma ci sarà tra poco più di una settimana (il 23), ma il clima è già incendiario. I ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi hanno escluso dalle trattative sulle...
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L’incontro a Roma ci sarà tra poco più di una settimana (il 23), ma il clima è già incendiario. I ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi hanno escluso dalle trattative sulle concessioni demaniali i rappresentanti del Comitato No alle aste e i senatori Manuela Granaiola (Pd) e Massimo Baldini (Pdl), da sempre referenti politici per i balneari.
Al vertice parteciperanno solo le quattro sigle sindacali riconosciute dal governo (Fiba, Sib, Cna balneatori e Assobalneari).
Una decisione che ha alzato ulteriormente la temperatura già caldissima, visto che si teme che possa aprire il varco alle aste delle concessioni. In pratica, si subodora una sorta di “tavolo separato”, come avvenuto in passato quando il governo Berlusconi ha tagliato fuori dalle trattative il sindacato più bellicoso, la Cgil, firmando accordi con Cisl e Uil. Ma ovviamente la situazione è diversa, anche perché il Comitato non è un sindacato.
Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli, referenti del comitato, spiegano: «Il 23 a Roma ci saremo comunque, con una grande assemblea nazionale di tutti i balneari. È chiaro che, qualora dovesse arrivare la notizia di un decreto del governo che ci mettesse all’asta, la reazione degli stabilimenti sarebbe rabbiosa».
Si parla di una manifestazione, che però cozzerebbe contro una situazione dell’ordine pubblico già piuttosto complicata nella capitale. Intanto, i balneari stanno intasando di mail e fax gli uffici dei ministeri di Gnudi e Moavero, che voci di corridoio dicono furiosi per l’atteggiamento bellicoso dei bagni.
Comunque, a muoversi è stata anche la senatrice Granaiola, che ha scritto una lettera agli staff dei due ministri. In cui si chiedono chiarimenti di una simile «scortesia», così come viene definita.
«È un errore - scrive la Granaiola - non averci invitato, anche perché non ci si rende conto di quanto abbiamo seguito con passione la vicenda».
In realtà, si maligna, l’esclusione delle voci più critiche sarebbe una sorta di primo passo per accantonare la “deroga” - cioè l’uscita dalla direttiva Bolkestein e quindi la salvaguardia delle concessioni per i titolari attuali - a favore di un via libera alle gare delle concessioni. Ma questo, ovviamente, è tutto da dimostrare, anche perché Fiba e Sib hanno dichiarato - in un documento congiunto - di voler perseguire la strada della deroga.
Detto questo, l’impressione è che nella riunione di domani, dove si inizierà a programmare l’assemblea di Roma, si aprirà ufficialmente il fronte di protesta contro il governo Monti. Una situazione quasi paradossale, visto che la trattativa deve ancora ufficialmente iniziare. Ma che spiega il clima di altissima tensione nella categoria. Dove si parla, ormai con una certa frequenza, di ritornare in piazza in maniera ancora più forte di prima.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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