Il Tirreno

Versilia

Marco Polo, finale con polemiche

di Martina Ambrogi

Lettera aperta del parroco di don Bosco: «Spostate la festa rionale lontano dalla piazza della chiesa»

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VIAREGGIO

Tuta da sci, occhialoni e giacca a vento in perfetto stile settimana bianca, il sempreverde peluche o costumi all’ultima moda sotto strati e strati di maglioni. Poteva sembrare di essere in una stazione sciistica delle Dolomiti sia per le temperature che per l’abbigliamento dei presenti. Ma intorno niente rifugi, baite o piste imbiancate dalla neve, solo e soltanto le vie del rione Marco Polo.

Nonostante il freddo, viareggini e forestieri non hanno voluto rinunciare alla tre giorni del quartiere che quest’anno festeggiava un traguardo davvero speciale: i suoi primi quarant’anni. Dopo la partenza da brividi della prima serata di venerdì con strade semideserte, baracchini spenti e tavolate vuote, sabato la situazione si è decisamente riscaldata. Certo, non c’era la solita ressa degli altri anni, nessuna chilometrica fila davanti ai baracchini per accaparrarsi tordelli, risotto, salsiccia e wurstel, né la solita attesa per trovare un posto a sedere ai tavolini, né la difficoltà nel trovare un angolino dove poter farsi strada tra la calca. Ma quando le note di dj Andrea Cerri hanno iniziato a risuonare sul piazzale della Chiesa, quelle della coppia Alessio Albano e Simone Palagi in via Durazzo e la musica di Stefano De Ranieri in via Marco Polo la folla ha iniziato a accorrere. Così le strade si sono riempite di maschere, di bande allegoriche, piccoli carri e del gruppo di tamburini pisano-viareggino dei “Malatucada” che tra esibizioni, canti e danze sfrenate hanno voluto festeggiare il compleanno del rione marcopolino.

Con le strade illuminate a giorno le migliori hit del Carnevale e i brani più commerciali hanno fatto scatenare la folla fino all’una e mezzo, orario stabilito per la chiusura del party sotto le stelle. Grande successo inoltre per la terza edizione della “Mostra Canina” e soprattutto per la mostra fotografica, organizzata al Caffè Viareggio di via Maroncelli “Quarant’anni di rione Marco Polo”, un viaggio a ritroso nel tempo attraverso scatti in bianco e nero e non solo per riassaporare i momenti del Carnevale che fu e per rivivere quelli più recenti.

Non è mancata però neppure la polemica. E a sollevarla è stato il parroco della chiesa di don Bosco, don Antonio Tigli, che nella lettera alla comunità contenuta nel giornalino parrocchiale distribuito a tutti i fedeli (che riportiamo testualmente a fianco) ha criticato le invasioni barbariche a cui viene sottoposta ogni anno la piazza di fronte a Don Bosco in occasione del Carnevale. Una lettera dura, che susciterà polemiche dividendo i marcopolini (e forse un po’ tutta la città) fra favorevoli e contrari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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