Sicurezza
Sponsor inesistenti e biglietti falsi: le accuse a lady truffa
Di nuovo a processo Cristina Ponzecchi , protagonista del caso del falso concerto di Baglioni al Politeama
VIAREGGIO
«Ci aveva detto di essere la fidanzata della guardia del corpo di Claudio Baglioni». Così Cristina Ponzecchi - già condannata per truffa a Viareggio e Prato, sotto processo a Genova per una vicenda ai danni di un professionista viareggino, denunciata a Pontremoli per il mai realizzato “Summer Nights” che prometteva meraviglie musicali - si proponeva ai collaboratori della società “Versitalia Srl” con sede a Lido di Camaiore. Siamo tra 2007 e 2008, quando sul finire dell’anno viene annunciato che Claudio Baglioni sarebbe stato a Viareggio per un concerto al teatro Politeama in occasione del giorno di San Valentino.
Ieri, davanti al giudice Gerardo Boragine, è proseguito il processo iniziato dopo la denuncia a carico di Cristina Ponzecchi e alla sua collaboratrice Guglielma Da Prato. Denuncia arrivata da Antonio Assante, all’epoca dei fatti titolare del sito www.saltasullavita.com, collegato al www.doremifasol.org, entrambi dedicati alla musica di Baglioni.
Ad Assante - questa l’accusa - Ponzecchi e Da Prato hanno garantito «la possibilità di acquistare in prevendita biglietti (per concerti e spettacoli, ndr) assicurando posti nelle primissime file allo stesso prezzo delle altre prevendite e proponendo l’affiliazione al circuito “Biglietto comodo” al quale Antonio Assante aderiva». Molte le persone che, attraverso i sito di Assante, hanno poi effettivamente prenotato i tagliandi che davano diritto a ritirare i biglietti una volta arrivati a destinazione. Ottenendo «in ritardo e dopo molti solleciti i tagliandi» e scoprendo, una volta alla biglietteria dello spettacolo scelto che «in realtà non esistevano i biglietti corrispondenti ai voucher rilasciati dalla Versitalia Srl e che tale società non aveva alcun titolo ad effettuare la prevendita» dei concerti di Claudio Baglioni. Inoltre, «non c’era alcun contratto tra la “Ats Srl” cui fa capo il circuito “biglietto comodo” e la Versitalia Srl».
Ieri mattina è comparsa in Tribunale, quale testimone, la signora Patrizia Del Papa che ha dichiarato di essere stata la «consulente amministrativa e fiscale» di Versitalia. Sua figlia, Andrea Maria Nicoletti era uno dei soci insieme a Michela Toti, rappresentante legale della società. Della quale Cristina Ponzecchi risultava dipendente (come accertato dal Tirreno del 26 novembre 2008), mentre Guglielma Da Prato era - ha riferito Del Papa - «consulente del lavoro».
In Versilia la società di Lido si era presentata il 5 settembre 2008 organizzando la “Partita del cuore”. «L’unico evento - testimonia la commercialista - e subito c’erano stati dei problemi». Ala domanda di specificare meglio cosa accadde la risposta racconta di «contratti di sponsorizzazione falsi, tanto che quando nel 2010 la società è poi fallita anche il liquidatore ha presentato un esposto».
Nonostante le premesse non siano delle migliori, Ponzecchi sembra in grado di convincere e risolvere tutti i problemi garantendo - secondo la testimonianza - che “Versitalia” sarebbe entrata nel circuito più importante di vendita dei biglietti degli spettacoli: «Ticket one sarebbe stato ospitato nella nostra nella sede», ha spiegato Del Papa. In attesa di concludere l’accordo, ha raccontano Patrizia Del Papa - Ponzecchi proposto di «acquistare qualche biglietto per cominciare a farsi conoscere». Con la carta PostePay di Andrea Maria Nicoletti furono acquistati i biglietti per lo spettacolo di Panariello all’Arena di Verona che servirono, secondo l’accusa, da specchietto per le allodole nei confronti di Assante.
«Ponzecchi arbitrariamente mandava voucher di Versitalia», è stata la testimonianza della commercialista lucchese: «Da lì in poi era venuto fuori un giro di biglietti di cui la società non ha nessuna traccia». Versitalia, insomma - ha sostenuto Del Papa - «non sapeva». Fino a quando non iniziano le telefonate dei legali dei gruppi che, tramite il sito di Assante, avevano acquistato voucher che non si erano mai trasformati in biglietti. Pezzi di carta straccia dietro i quali, però, - è ancora la testimonianza - «Guglielma Da Prato aveva scritto con il proprio nome e cognome l’impegno a restituire biglietti del concerto di Baglioni a Milano». In forza di questo impegno i legali dei truffati hanno cercato di rifarsi sulla “Versitalia” che a sua volta, questa la testimonianza, ha presentato denuncia contro Ponzecchi e Da Prato.
Altro servizio a pag. 13
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