La manifestazione
Biomasse, il Comune dica il no definitivo
La richiesta del comitato “Salviamo Viareggio” che ha incontrato la Provincia Caprili (Sinistra Arcobaleno): si rispetti la mozione del consiglio comunale
VIAREGGIO
Su un’area di 80mila metri quadrati ci sono circa 3 metri di rifiuti per un totale di circa 240mila metri cubi di rifiuti che continuano ad inquinare l’area. Siamo alle Carbonaie, ad un passo da quel quartiere di Bicchio che ancora non sa se vedrà o meno la nascita dell’impianto che brucia legno per ricavarne riscaldamento. La mappa della zona vista dall’alto - che i cittadini del comitato “Salviamo Viareggio” hanno portato in Provincia nell’incontro avuto a fine gennaio parla da sola: Carbonaie, Morina, Pioppogatto e poi le serre e - spingendosi fino alla Migliarina - l’acquedotto. Altro che Versilia dei turismo: alle porte della città, tra area che è Parco e zona verde residua, sembra la capitale dei rifiuti.
«Sul nostro territorio - hanno detto chiaro e tondo i cittadini - insistono da parecchio tempo criticità ambientali che tutte le amministrazioni, presenti e passate, hanno assecondato ed in qualche modo evitato di risolvere, spesso addirittura peggiorando una situazione già di per sè compromessa». I cittadini di Bicchio, Cotone e Varignano hanno espresso chiaramente il proprio no alla costruzione del cogeneratore. Posizione raccolta dalla commissione ambiente del Comune, presieduta da Alessandro Bolognesi. Dell’impianto si è tornati a discutere nell’ultimo consiglio comunale, come ricorda Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno: «Le risposte che in sede di consiglio mi sono giunte mi allarmano un poco. Si è detto, in buona sostanza, che gli incontri con Regione e Provincia verrebbero considerati una condizione imprescindibile per qualsiasi decisione. Senza quelli la pratica rimarrà appesa. Ci potremmo trovare anche di fronte ad un colpo di mano. Ora, vorrei ricordare che lo spirito e le lettera della mozione approvata dal consiglio comunale all'unanimità a novembre deponevano per una rapida soluzione del problema, sentiti Regione e Provincia . All'unanimità si decise “di sospendere la citata installazione e, contemporaneamente, di riportare la discussione ad un approfondimento in consiglio con il coinvolgimento della commissione consiliare ambiente e territorio e con i dovuti contatti con Provincia e Regione". La commissione ha fatto il lavoro di approfondimento convenuto. Se i "dovuti contatti con provincia e Regione" non ci sono ancora stati, quanto dovranno ancora attendere gli abitanti delle zone prese di mira dalla installazione dell' impianto a biomasse?
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