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«Sì, anche i bomber hanno un cuore»
Mirko Bertolucci e la moglie raccontano la loro festa degli innamorati. E quella volta che la torta se la mangiò il fratello Alex
VIAREGGIO
Biondo, occhi verdi e uno sguardo che fa tenerezza, nonostante i tanti gol e le numerose prodezze in giro sulle piste d’Italia. L’attaccante della squadra di hockey campione d'Italia, la bandiera del Cgc Mirko Bertolucci, non è un vero e proprio appassionato di San Valentino: o meglio, per lui ogni giorno dell'anno vale la pena coccolare la sua compagna.
Quarant’anni di età- portati benissimo, vogliamo aggiungere: da vero atleta - da dieci Mirko è sposato e da buon attaccante ha fatto subito breccia nel cuore di sua moglie: «Ci siamo conosciuti diciassette anni fa, ma devo dire che ho sempre preferito stupirla quando meno se l’aspettava, con un fiore, un pensiero romantico, una frase e tante attenzioni».
Mirko e Simona hanno due bambine, di sette e un anno, a cui non fanno mancare niente.
«Sono ancora più romantico con le mie piccoline - dice, intenerendosi nel tono di voce - che coccoliamo con passione ogni giorno. Pensate che giochiamo addirittura tutti insieme a Barbie e con i Barba Papà... sono la luce dei nostri occhi, e hanno ulteriormente rafforzato il nostro rapporto».
Simona, da parte sua, apprezza molto questo lato affettuoso del marito, ma non disprezzerebbe ricevere qualche attenzione in più e un pensierino per San Valentino: «I regali non si rifiutano mai, tanto meno il 14 febbraio. Però devo ammettere che Mirko mi ha stupito molte volte, come per il primo Capodanno trascorso insieme: cosparse il letto di camera mia con tantissimi petali di rose rosse, facendomi rimanere a bocca aperta».
«Invece per il primo San Valentino - prosegue Simona - gli regalai una torta fatta a forma di cuore, ma ci rimasi malissimo perché la fece mangiare tutta a suo fratello Alessandro! Questo episodio non me lo scorderò mai... Diciamo che il romanticismo non è la prima dote di Mirko: metterei in cima alla lista il fatto che abbia la testa sulle spalle e che sia una persona su cui si può sempre contare».
In questa discussione Mirko non demorde e tiene a puntualizzare che «per me è un preciso dovere far sentire la mia donna importante, ma preferisco portarla a cena fuori in un momento meno sospetto, lasciandola senza parole. Non bisogna tirare fuori il meglio di se stessi solamente per San Valentino: molti la vedono come un'occasione per esprimere il proprio amore, quando magari il resto dell'anno non fanno altrettanto».
«L'anno scorso, per il nostro anniversario di matrimonio, con una scusa portai Simona al Calidario di Venturina - dice Mirko - e la sera a cena fuori in un ristorantino al lume di candela, molto suggestivo. L’effetto fu sorprendente!».
Al campione di hockey consigliamo, comunque, di stupire Simona anche per la festa degli innamorati, visto che lei stessa ci ha fatto capire che vorrebbe ricevere delle attenzioni in più.
«Non nascondo che mi farebbe piacere, ma devo ammettere che sono cascata meglio con Mirko di quanto non sarebbe accaduto con il fratello Alessandro: lo “zingaro” (così come lo chiamano i tifosi, ndr) non è di certo famoso per essere un romanticone!».
Insomma, per Mirko - a cui i tifosi del Centro hanno dedicato uno dei cori più belli che si sentono al palazzetto - un’occasione d’oro, in questo San Valentino, per far valere la sua fama di campione anche con le giocate... del cuore.
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