Sicurezza
Gaia, il comitato paga le spese legali ai suoi membri
Il gruppo non si scioglie e porta avanti la lotta sulle bollette «I contatori e le agevolazioni non sono ancora sufficienti»
FORTE DEI MARMI
Il Comitato difesa del cittadino non si scioglierà e non abbandonerà i suoi membri. Questo è quanto è emerso dalla tanto attesa assemblea tenutasi ieri pomeriggio, invocata da settimane dall'ex presidente del Comitato, Arnaldo Federigi . E' stato un incontro davvero animato, in cui si è discusso degli esiti giudiziari negativi delle cause pilota intraprese dai soci del Comitato e relative spese legali, della decisione di proseguire o meno con l'autoriduzione e della vita del Comitato stesso. Almeno per il momento ogni problema è stato risolto: i soci hanno stabilito mediante votazione, quasi unanime, che le spese legali sostenute per le cause pilota in merito alla controversia sull'autoriduzione delle bollette per la fornitura dell'acqua potabile intraprese dalle due socie, Gabriella Guidoni e Enrica D'Angiolo , verranno divise tra tutti i membri del Comitato. Un risultato non da poco per chi ha dovuto sborsare di tasca propria circa 5000 euro.
Allo stesso modo è stato approvato il rimborso, complessivamente di 2597 euro, per il signor Renato Monica e l'ex presidente del Comitato, Arnaldo Federigi, coinvolti in una causa di merito. Una questione, quella dei rimborsi delle spese legali, che va a intrecciarsi direttamente con quella del bilancio del Comitato: «Da settimane il presidente Daniele Ferrante non metteva a disposizione il bilancio e le somme raccolte dalle sottoscrizioni che dovrebbero servire per rifondere le cause pilota». A parlare è Massimo Gay: «Finalmente ieri questo documento è stato portato alla vista di tutti e abbiamo potuto verificare che il Comitato ha a disposizione circa 9000 euro, ovvero quanto basta per risarcire tutti». Ma sono state raggiunte anche altre decisioni importanti. In primo luogo, in seguito alla minaccia da parte di Gaia spa di staccare l'acqua il prossimo lunedì a coloro che continuano a praticare l'autoriduzione, il Comitato ha deciso che questa soluzione non è più percorribile a patto che l'assemblea sani il regresso per residenti e non, e per le attività commerciali. Altra condizione da inserire nella bozza da controproporre a Gaia è quella di farsi togliere gli interessi e instaurare un contratto che prevede un consumo inferiore al metro cubo annuo.
Queste richieste sono la risposta al fatto che le agevolazioni tariffarie del 10% e i 1800 contatori che, a giorni, verranno installati gratuitamente, non sono sufficienti per chi «subisce un furto dal momento in cui paga per un servizio di cui non usufruisce». Tanto o poco che sia, i membri del Comitato vogliono pagare quello che consumano, né più né meno: non sono più disposti a "pagare l'acqua come se fosse caviale". Neanche l'intervento del sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti è riuscito a placare gli animi: «Mi sono fatto portatore dei problemi del Comitato all'Ato per quanto riguarda le tariffe che vengono stabilite da questo ente e che sono troppo alte per chi, come i cittadini di Forte, non ha la stessa qualità nel servizio offerto agli altri comuni, per problemi di pressione dell'acqua, tubature e mancanza di contatori. Questi problemi saranno risolti con un piano di trasformazione che concili i bisogni dei consumatori e i problemi del servizio offerto da Gaia spa, certi che così facendo i cittadini verranno inseriti in fasce di consumo per cui saranno certi di pagare solo quello che consumano».
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