Gioco
Lo sponsor fai da te mantiene in vita anche i carri rionali
VIAREGGIO Potrebbe diventare il futuro del Carnevale anche se i più tradizionalisti gridano allo scandalo. In tempi di magra, come quelli che il nostro baccanale sta attraversando, i tanto discussi...
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Potrebbe diventare il futuro del Carnevale anche se i più tradizionalisti gridano allo scandalo. In tempi di magra, come quelli che il nostro baccanale sta attraversando, i tanto discussi sponsor sui carri sembrano rappresentare l’unica salvezza. Per questa edizione a ricorrervi sono state le costruzioni fuori concorso, soprattutto quelle rionali che, senza il salvagente lanciato da queste pubblicità, non avrebbero potuto essere presenti ai corsi mascherati. Così domenica sui viali a mare, tra loghi e etichette, questi spot fai da te hanno fatto bella mostra di loro. È il caso della coloratissima “Festa di primavera” del rione Migliarina, dove in un tripudio di fiori sfilano anche Burlamacco, Ondina e Re Carnevale. Il carro, realizzato da Regolo Micheli, è sponsorizzato dalla pizzeria “Zio Dino” di via della Gronda, dagli “Ambulanti del Mercato del giovedì”, dal banchetto dei fiori “Ivette e Manuela”, dall’agenzia web “Livello Grafico” e da un negozio di bomboniere “Rosamilia” di Altopascio, ricordati più volte tra una canzone e l’altra anche dal dj Alessandro Casini. «Dopo due anni di assenza dal Carnevale – spiega il presidente del quartiere, Roberto Pollastrini - per tornare a sfilare sui viali a mare ci siamo dovuti arrangiare e abbiamo cercato pubblicità. Ma se andiamo avanti così questo sarà il futuro della manifestazione perché i soldi si possono trovare solo all’esterno».
La possibilità di inserire il marchio di un’azienda direttamente sui carri era stata avanzata l’anno scorso dalla stessa Fondazione Carnevale che aveva buttato giù un vero e proprio tariffario, mentre in occasione del Carnevale estivo il presidente Alessandro Santini aveva dato l’ok per porre sui giganti di cartapesta gli striscioni con il logo della “Oro Più” e della “Ngm” che avevano finanziato l’evento.
Tra i rioni a mettere in bella vista lo sponsor è stato anche il carro del Marco Polo “Piccoleur”, sovvenzionato dalla Conad. «Abbiamo preso contatti con i direttori della grande catena – afferma il presidente Marco Puccinelli – che si sono offerti di aiutarci per tenere in vita il rione che altrimenti sarebbe scomparso». Oltre alla Conad, il quartiere ha potuto usufruire anche dello sponsor della famosa birra – la Forst – per l’allestimento della festa in notturna. Così come d’altronde anche la Darsena, salvata in extremis da Incaba, che però non ha collocato sul carro “Velli di vell’anni lì” alcun logo del colosso di giocattoli camaiorese. Anche “Tutta la gente ti chiamerà regina” dei Burlamatti non mostra alcuna etichetta sulla carretta e, anzi, come il gruppo tiene a rimarcare su un cartello «il caro - rigorosamente con una "erre" sola - è autofinanziato».
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