Sicurezza
Il caso dello Zenzero Il locale resta chiuso e i titolari protestano
«Sei famiglie senza stipendio da mesi. La soluzione per poter riaprire c’è, il Comune ci dica cosa fare»
PIETRASANTA
«Il Comune ci dica, una volta per tutte, quello che serve per fare riaprire il nostro ristorante. Ci sono 6 famiglie, oggi, senza stipendio, che reclamano chiarezza e senso di responsabilità da parte degli enti preposti».
Parole a firma dei titolari del ristorante Lo Zenzero di via Garibaldi, pietra dello scandalo di una querelle sfociata in un esposto, a firma dello stesso Zenzero, contro le condizioni igienico-sanitarie e strutturali, di 6 ristoranti con vista sul centro storico cittadino.
I fatti sono noti: nel dicembre scorso con un’ordinanza il Comune ha chiuso lo Zenzero reo di somministrare pietanze riscaldate ricorrendo ad una canna fumaria non a norma. «La verità - riferiscono dalla famiglia Battisti, referente dello stesso locale - è che fin al primo momento abbiamo avuto a che fare con due vicini, ex politici ed ex amministratori, che ci hanno sempre contestato il nostro modo di lavorare. La problematica, a loro parere (e anche dell'Asl e del Comune,ndr) sarebbe legata ai vapori e agli odori che fuoriescono dalla canna fumaria. Ma non è così. Grazie ad un sistema di filtri e ad un sistema che ci è costato 16 mila euro, i vapori che fuoriescono sono puliti e privi di qualsiasi odore. Chiunque può verificarlo. E se il nodo è la visibilità di questa canna esterna, ci sono le modalità e le forme per trovare una soluzione».
Nonostante ciò, però, niente è cambiato per il ristorante. «Continuare a tenere chiuso il ristorante non è più possibile: chi amministra ci dica cosa serve, cosa dobbiamo fare, cosa è necessario introdurre. Abbiamo investito non poco denaro in questa attività e, come detto, ci sono 6 famiglie, legate ad altrettanti dipendenti, che da mesi non percepiscono alcun stipendio. Andare avanti in questo modo, è inaccettabile».
Quello che si percepisce al momento, è però rabbia e risentimento, nei confronti del locale, da parte di quei ristoratori che hanno subito gli effetti dell’esposto presentato dallo Zenzero. «Ma fateci capire: ci chiudono l'attività perché non saremmo a norma, dobbiamo sottostare all'ordinanza e gli altri ristoranti - replicano da Lo Zenzero - in analoghe condizioni strutturali possono continuare a lavorare senza problemi? Possiamo comprendere l'amarezza di chi oggi ha delle difficoltà a seguito delle verifiche, ma a conti fatti quelli che sono chiusi, al momento, siamo solamente noi. La verità è che serve una soluzione e che ogni nostra azione è tesa a tutelare il nostro lavoro e lo stipendio dei nostri dipendenti».
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