Il Tirreno

Versilia

Il caso dello Zenzero Il locale resta chiuso e i titolari protestano

di Luca Basile
Il caso dello Zenzero Il locale resta chiuso e i titolari protestano

«Sei famiglie senza stipendio da mesi. La soluzione per poter riaprire c’è, il Comune ci dica cosa fare»

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PIETRASANTA

«Il Comune ci dica, una volta per tutte, quello che serve per fare riaprire il nostro ristorante. Ci sono 6 famiglie, oggi, senza stipendio, che reclamano chiarezza e senso di responsabilità da parte degli enti preposti».

Parole a firma dei titolari del ristorante Lo Zenzero di via Garibaldi, pietra dello scandalo di una querelle sfociata in un esposto, a firma dello stesso Zenzero, contro le condizioni igienico-sanitarie e strutturali, di 6 ristoranti con vista sul centro storico cittadino.

I fatti sono noti: nel dicembre scorso con un’ordinanza il Comune ha chiuso lo Zenzero reo di somministrare pietanze riscaldate ricorrendo ad una canna fumaria non a norma. «La verità - riferiscono dalla famiglia Battisti, referente dello stesso locale - è che fin al primo momento abbiamo avuto a che fare con due vicini, ex politici ed ex amministratori, che ci hanno sempre contestato il nostro modo di lavorare. La problematica, a loro parere (e anche dell'Asl e del Comune,ndr) sarebbe legata ai vapori e agli odori che fuoriescono dalla canna fumaria. Ma non è così. Grazie ad un sistema di filtri e ad un sistema che ci è costato 16 mila euro, i vapori che fuoriescono sono puliti e privi di qualsiasi odore. Chiunque può verificarlo. E se il nodo è la visibilità di questa canna esterna, ci sono le modalità e le forme per trovare una soluzione».

Nonostante ciò, però, niente è cambiato per il ristorante. «Continuare a tenere chiuso il ristorante non è più possibile: chi amministra ci dica cosa serve, cosa dobbiamo fare, cosa è necessario introdurre. Abbiamo investito non poco denaro in questa attività e, come detto, ci sono 6 famiglie, legate ad altrettanti dipendenti, che da mesi non percepiscono alcun stipendio. Andare avanti in questo modo, è inaccettabile».

Quello che si percepisce al momento, è però rabbia e risentimento, nei confronti del locale, da parte di quei ristoratori che hanno subito gli effetti dell’esposto presentato dallo Zenzero. «Ma fateci capire: ci chiudono l'attività perché non saremmo a norma, dobbiamo sottostare all'ordinanza e gli altri ristoranti - replicano da Lo Zenzero - in analoghe condizioni strutturali possono continuare a lavorare senza problemi? Possiamo comprendere l'amarezza di chi oggi ha delle difficoltà a seguito delle verifiche, ma a conti fatti quelli che sono chiusi, al momento, siamo solamente noi. La verità è che serve una soluzione e che ogni nostra azione è tesa a tutelare il nostro lavoro e lo stipendio dei nostri dipendenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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