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Strettoia, giallo sul vincolo archeologico: «Mai esistito»
PIETRASANTA Diventa un caso, con possibili strascichi nelle sedi giudiziarie, il caso del vincolo archeologico a Strettoia. I fatti: nelle scorse settimane l’amministrazione comunale aveva...
PIETRASANTA
Diventa un caso, con possibili strascichi nelle sedi giudiziarie, il caso del vincolo archeologico a Strettoia. I fatti: nelle scorse settimane l’amministrazione comunale aveva ufficializzato la rimozione del vincolo in questione, con quello che ne consegue in termini di rilascio delle concessioni edilizie, fino a ieri fortemente limitate nella frazione.
Il nodo è che a detta di diversi tecnici e dello stesso Partito repubblicano, quel vincolo non è mai esistito e in tutti questi anni è stato inopportunamente applicato dagli uffici. Risultato: condanne penali ed amministrative agli autori dei presunti abusi e demolizioni varie. Persone che oggi sarebbero pronte a rivalersi nelle sedi preposte. «Ma quale rimozione, come sostiene l'amministrazione Lombardi: il vincolo non c’è mai stato e la posizione che è stata assunta per anni dal Comune ha comportato diritti negati a molti cittadini. E non è possibile riconoscere a questa Amministrazione alcun merito, perché non ha agito di sua iniziativa: semplicemente si è ritrovata a dover fronteggiare ricorsi avanzati da privati che si sono visti negare il rilascio di permessi. E non lo ha fatto nemmeno tempestivamente, per altro. Che il “famoso” vincolo archeologico sia inesistente lo dice la Regione Toscana - afferma il segretario del Pri Gianluca Pajatto - e la competente avvocatura regionale, mentre invece l’amministrazione preferisce sposare l'interpretazione in via subordinata, dicendo che tale vincolo è venuto meno solo dal 2009. Perché, anche fosse, dal 2009 ad oggi non sono stati patiti abbastanza danni? Sfugge forse che tecnici e cittadini sono stati processati per reati riconducibili alla violazione di quel vincolo che non c’era, con funzionari della Soprintendenza che andavano a testimoniare la sua inesistenza davanti al giudice».
«Secondo noi - prosegue - doveva bastare la prima testimonianza in tal senso per attivare la macchina comunale, per la risoluzione di un problema che non doveva nemmeno sorgere. Non dimentichiamo che anche recentemente, nel novembre scorso, ci sono state aste giudiziarie su immobili in aree sottoposte a presunto vincolo e speriamo che nella stima fatta il vincolo non abbia comportato un deprezzamento del bene, altrimenti non possiamo immaginare - continua Pajatto - che genere di danno possa essersi creato».
Ma a detta del Pri la vera emergenza archeologica, a Strettoia, «è l'antica fornace al campo da calcio della Pruniccia e non ci sembra che l'intervento realizzato abbia valorizzato il reperto». (l.b.)
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