Attenzione
Puccini, pochi soldi e Festival a rischio
Nessun finanziamento da Roma. L’allarme di Spadaccini: a Lucca le risorse ci sono, noi siamo una Cenerentola
VIAREGGIO
«Dalla padella nella brace, se va avanti così è a rischio il Festival». Qualcosa di più di una semplice preoccupazione quella di Paolo Spadaccini, presidente della Fondazione Festival Pucciniano che lancia l'allarme per i conti della manifestazione. Il problema? I soldi necessari a far quadrare i bilanci e continuare a investire sulla rassegna lirica non sono abbastanza. Perché da Roma ormai da due anni non arriva più un centesimo. O meglio arrivano solo i soldi del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo pari a 350mila euro l’anno, sostanzialmente la stessa cifra che lo Stato erogava 20 anni fa (800milioni di lire all’epoca). Pochi per un Festival cresciuto sotto il profilo della qualità degli spettacoli, del pubblico e quindi anche dei costi: ora più che mai dato che occorre pagare i debiti contratti per la realizzazione del Gran Teatro torrelaghese. Ma pochi anche rispetto a quanto incassano gli altri teatri toscani finanziati al Fus. Due esempi su tutti. Il Giglio di Lucca per una stagione di 6 rappresentazioni (al massimo 4mila 800 spettatori) riceve dal Fus 470mila euro l’anno. Il Verdi di Pisa con 9 rappresentazioni (e al massimo 8mila 100 spettatori) ne prende 680mila. Torre del Lago, con le sue 18 rappresentazioni e 28mila spettatori paganti nel 2010 si deve accontentare di 350mila euro. Niente più risorse straordinarie, neppure un centesimo dal fondo Arcus. Ma quel che è peggio «nessun segnale - afferma Spadaccini - da parte dei rappresentanti del governo. Ne quelli passati ne gli attuali. E non mi vengano a dire che non ci sono soldi perché tra i primi atti di questo governo c’è stato il finanziamento con 2 milioni di euro all’Accademia della Crusca e quella dei Lincei. Forse perché sono professori e si aggiustano le cose tra loro».
Che serva riportare l’attenzione di Roma sulle vicende viareggine lo sa bene anche il sindaco, Luca Lunardini. «Siamo pronti anche a manifestazioni clamorose pur di salvare il Festival - spiega il primo cittadino - come amministrazione comunale abbiamo già fatto un grande sforzo con lo stanziamento di 250mila euro per la manifestazione. E abbiamo già previsto nel bilancio 2012 che una buona fetta della tassa di soggiorno vada a finanziare il Pucciniano. Ci aspettiamo poi che la Regione, che incontreremo nei prossimi giorni, faccia la propria parte». Basterà a salvare il festival? Difficile dirlo. «Rischiamo di restare strangolati dalle banche» afferma Spadaccini, che non nega come dall’altro lato del monte, a Lucca, le risorse con cui Puccini viene valorizzato siano ben altre. «È la città intera che porta avanti il progetto Puccini - afferma - cosa che mi auguro possa accadere anche da noi. Il Comune di Lucca assegna al teatro del Giglio 2 milioni di euro. Cosa possiamo rispondere noi? Non abbiamo le banche e le fondazioni bancarie di Lucca e come città continuiamo ad essere, al confronto, una Cenerentola». Occorre insomma che a Roma qualcuno si ricordi del Pucciniano prima che sia troppo tardi.
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