Il Tirreno

Versilia

«Papà, ci manchi» La famiglia ricorda Stefano Romanini

di Matteo Tuccini
«Papà, ci manchi» La famiglia ricorda Stefano Romanini

L’imprenditore edile fu ucciso sotto casa proprio un anno fa «Ci sono tanti indizi, presto si farà chiarezza su chi è stato»

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CAMAIORE

«Papà, ci manchi. È veramente dura andare avanti senza di te.Ogni giorno ci svegliamo con la speranza che sia tutto un sogno, ma non è così».

È trascorso esattamente un anno da quando l’imprenditore edile Stefano Romanini fu assassinato sotto casa con 15 colpi di pistola, sparati da un killer ancora ignoto. La vedova Giuliana e le figlie Stella e Serena hanno deciso di scrivere una lettera, per ricordare quella mattina allucinante, e l’anno trascorso «da quando una mano assassina, sicuramente inviata da una persona gelosa e piena di rabbia, ha ucciso Stefano mentre usciva di casa per andare al lavoro».

Poche, pochissime parole sull’inchiesta che ad oggi non ha trovato un colpevole, e tante parole dolci per un uomo, padre e marito, che non c’è più.

«Tanti indizi». «Le tante cause di questo brutale gesto sono ormai conosciute da noi e dagli inquirenti - scrive la famiglia Romanini - Ci sono tanti indizi e gli inquirenti della squadra mobile di Lucca, in collaborazione con la polizia di Viareggio, stanno lavorando 24 ore su 24 per non tralasciare ogni minimo particolare, per arrivare al mandante e a chi ha sparato quei quindici colpi di pistola che lo hanno ucciso. Comunque, queste persone hanno raggiunto il loro obiettivo: uccidere Stefano sotto gli occhi della moglie e delle due figlie per distruggere per sempre la loro vita felice».

«I cognati e i fratelli di Stefano, insieme agli inquirenti - prosegue la lettera - stanno lavorando per arrivare il più presto possibile alla soluzione del caso, infatti se coloro che hanno commesso questo feroce gesto pensano che i familiari non si diano da fare, si sbagliano: noi non ci arrenderemo mai e al più presto uscirà il colpevole ed allora saremo noi a raggiungere il nostro obiettivo». Infine, una stilettata al Comune di Camaiore: «Non ci ha mai aiutato».

L’affetto della famiglia. «Papà - afferma la figlia Serena - tu ci hai insegnato l’amore e il vero valore della vita, quello che chi ti ha portato via da noi non ha mai ricevuto e non sa nemmeno che cosa sia. Un giorno papà ci rincontreremo e solo allora sorgerà di nuovo il sole. Ti vogliamo bene». Mentre l’altra figlia Stella ha scritto su Facebook: «A te, che mi hai cresciuto, “nei vecchi valori di una volta”, insegnandomi l'onestà e la correttezza, perché la vita bisogna guardarla negli occhi... Quel tuo ultimo sguardo ha raggiunto il mio cuore come una carezza, mi ha lacerato dentro, seminando un dolore che rimarrà indelebile sulla mia pelle. In quel luogo, in quell'istante, ho seminato una parte della mia anima.Continuerò a camminare lungo il sentiero della vita con te al mio fianco, nel cuore e nell'anima, e, per sempre, mi mancherai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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