Il Tirreno

Versilia

SCHETTINO E LA SATIRA CENSURATA

di Roberto Alessandrini
SCHETTINO E LA SATIRA CENSURATA

Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile: a ben vedere, significa onorare gli onesti» (Aristofane). La citazione è d'obbligo in riferimento alle vicende della censura della...

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«Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile: a ben vedere, significa onorare gli onesti» (Aristofane). La citazione è d'obbligo in riferimento alle vicende della censura della rappresentazione di Schettino sul carro di Fabrizio Galli.

Il carnevale è, storicamente, il momento dello sberleffo, della satira dell'ironia e dell'allegoria nei confronti del potere e del malcostume e il Carnevale di Viareggio ne è, attraverso le costruzioni carnevalesche, la sua massima espressione in Italia e non solo. Il potere ( di qualsiasi specie esso sia) è, come sempre, allergico alla manifestazione del pensiero, alla critica, alla messa alla gogna dei sui vizi e delle sue poco edificanti gesta. I carri del Carnevale a Viareggio hanno avuto sempre una vena satirica espressa attraverso l'allegoria dei loro soggetti. Molte volte ci sono stati casi di censura ai quali lo spirito carnevalesco ha sempre contrapposto una sana risata e un'alzata di spalle. La satira viareggina ha colpito Re, Politici, Papi e non si comprende perchè non dovesse colpire anche un personaggio come Schettino.

Quale reazione avrebbe scatenato, e in chi,  la presenza di una raffigurazione, pur secondaria al tema del carro, dell'Impavido Comandante Schettino? Crediamo nessuna, con tutto il rispetto per i morti della Condordia. Quindi è ipocrita chi ritiene di censurare, su un carro del Carnevale, la rappresentazione di Schettino che incarna l'italica vigliaccheria. Utilizzare la censura e la solidarietà pelosa per nascondere la propria incapacità è il metodo di chi si ritiene depositario dell'educazione dell'italico popolo e pensa che, in questo caso, gli spettatori siano tutti incapaci di formarsi una propria opinione.

Il regista americano Michael Moore dice che «una delle funzioni principali della satira è quella di affrontare i problemi scomodi. La satira presume che il pubblico abbia un cervello». Dalle parti della Fondazione Carnevale esiste quella cosa chiamata cervello? Oppure questa censura deriva dal fatto che il Comandante della nave Fondazione ritiene di incarnare lui, attraverso Schettino, quell'italica abitudine di abbandonare la nave prima che affondi?

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