Sicurezza
Incendio in casa, muore asfissiato
Le fiamme causate forse da un corto circuito della tv. I fumi sprigionatisi hanno ucciso l’anziano e il suo cane
STIAVA
L’hanno trovato steso nel corridoio, a metà strada tra la camera e il bagno. Forse aveva appena finito di vedere la tv, oppure si è alzato dal letto e si è sentito male. Fatto sta che Alfio Duccini, 91 anni, è riuscito a fare pochissimi passi. Il monossido di carbonio, sprigionatosi dal principio d’incendio scoppiato in sala, lo ha ucciso in breve tempo.
Oltre a lui, i fumi hanno soffocato anche il suo cane di razza Breton, che da quando la moglie Tina lo aveva lasciato - è morta circa due mesi fa - era il suo unico compagno fedele.
La nipote Antonella, la prima a dare l’allarme ieri alle 10, non riesce a trattenere le lacrime. Appoggiata a un muro della villetta di via Emilia nord a Stiava dove l’anziano abitava, non riesce ancora a credere a quanto accaduto. «È stata una morte assurda – dice – non capisco come possa essere successo».
Corto circuito della tv. Secondo i carabinieri, intervenuti sul posto assieme al 118, vigili del fuoco e municipale, a causare il principio d’incendio - che ha bruciato la televisione e parte del caminetto - è stato un corto circuito partito proprio dal televisore. Probabilmente poco dopo cena, visto che una vicina racconta di aver sentito un odore acre già alle 22 di sabato sera.
Il fuoco ha sprigionato dei fumi che - con le finestre completamente serrate per il freddo - hanno trasformato la villetta in una camera a gas. Dove il povero Duccini non ha trovato scampo.
Ieri mattina la nipote - titolare di un’edicola a Stiava - è andata a trovarlo, ma dato che l’uomo non rispondeva al campanello si è insospettita e ha chiamato al telefono il marito. L’uomo ha sfondato la porta sul retro e, resistendo al gas che lo stava intossicando - tant’è vero che è stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia - ha trovato l’anziano riverso sul corridoio.
Ex libero professionista. Duccini era molto conosciuto a Stiava, dove abitava da sempre. Soprannominato “il Gallo”, aveva lavorato per una vita come geometra libero professionista a Viareggio. Non avendo figli e vivendo solo con il suo cane, era stato “adottato” dalla nipote Antonella che abitualmente andava a trovarlo a casa. Ma tutti i vicini gli volevano bene, e a turno c’era chi andava a comprare il pane per portarglielo. C’è chi aveva addirittura le chiavi dell’abitazione, come Tina Moriconi. «Ieri mattina, quando ho appreso la notizia, sono rimasta sconvolta - dice - non mi sembra vero che possa essere accaduta una disgrazia del genere. Una morte talmente assurda per lui e il povero cagnolino a cui era molto affezionato.Alfio era uno di noi».
Sirio Cortopassi è un altro dei vicini che conoscevano Duccini da anni. «Quando è andato in pensione dopo l’attività di geometra, aveva più tempo a sua disposizione - dice - dopo il decesso della moglie ha avuto un periodo ovviamente di smarrimento, perché quando si ha una certa età in due ci si compensa. Rimanere da solo non era stato facile, però si era ripreso, ecco perché per aiutarlo gli stavamo vicini. Purtroppo ieri mattina questa brutta scoperta ci ha lasciato amareggiati».
Fuori dell’abitazione al civico 1725, man mano che si è sparsa la notizia, sono arrivati diversi residenti. «Abbiamo visto il camion dei pompieri e l’ambulanza - raccontano - ed abbiamo intuito che fosse accaduto qualcosa. Ma non avremmo mai creduto che si trattasse di una disgrazia di questa portata. Povero Alfio, era davvero un brav’uomo».
Matteo Tuccini
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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