Il Tirreno

Versilia

Il voto più alto ai francesi

di Claudio Vecoli

Pagelle: piace «Santo subito» di Lebigre e Roger. A ruota il Sarkozy di Politi e Borri

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VIAREGGIO

Ecco le nostre pagelle dei carri di prima categoria.

Lebigre e Roger

Santo subito

Sarcastico, geniale, gioiosamente irriverente. Il corteo cardinalizio che innalza al cielo un Berlusconi in odor di canonizzazione è uno dei piccoli, grandi capolavori che la premiata coppia italo-francese Lebigre & Roger ci continua a regalare (purtroppo non sempre con la necessaria continuità). Del carro, oltre alla lettura immediata, sono da apprezzare le eccellenti caricature dei politici-porporati rappresentati (e non solo gli ormai celebri Monti, Merkel e Sarkozy), la scelta cromatica, i costumi dei figuranti sul carro e quelli a terra. Ma è il sapore a metà strada fra gli ovattati ambienti vaticani (i porporati in tonaca bianca e rossa) e certe sfarzose processioni del profondo sud (il Cavaliere in gessato con tanto di aureola illuminata) a dare quel qualcosa in più al carro. Un gusto che si è respirato anche letteralmente, grazie alle abbondanti dosi di incenso emanate dagli aspersori di cartapesta. A proposito di cartapesta: qualcuno obietterà che sul carro ce n'è poca (e in effetti è così). Ma quando l'utilizzo di materiali alternativi è sperimentazione e creatività e non una semplice scorciatoia come spesso avviene nell'uso troppo disinvolto del polistirolo, allora vale la pena chiudere più di un occhio.

Voto: 9

Politi e Borri

Grandeur

Eccolo finalmente tornato, il figliol prodigo del Carnevale. Dopo alcune stagioni deludenti, Simone Politi – con al fianco Priscilla Borri - dimostra che il talento fatto vedere all'inizio del nuovo millennio non si è irrimediabilmente perduto. Il Sarkozy-Napoleone che in sella al suo cavallo passa sotto l'Arco di Trionfo sperando in una nuova rielezione all'Eliseo è uno dei carri migliori sfilati ieri sui viali a mare. Tecnicamente perfetto, pulito, di immediata comprensione, ha nella caricatura ammiccante e piaciona del presidente francese il suo punto di forza. Ma di grande effetto (con la giusta “cattiveria” che deve avere la satira) sono anche i personaggi minori di Monti e della Merkel, ritratti seminudi in atteggiamenti sadomaso a cavallo di ottocenteschi cannoni napoleonici. Un difetto? Forse il carro è un po' troppo “classico”, senza azzardi. Ma nell'anno in cui si decidono avanzamenti e retrocessioni (e con la coppia Politi-Borri invischiata nei bassifondi della classifica) c'era ben poco da sperimentare. E grazie al loro Sarkozy, il pericolo di un ritorno in seconda categoria sembra scongiurato.

Voto 8,5

Massimo Breschi

2012: un solo futuro...

Il soggetto non è forse dei più originali, ma la realizzazione è certamente notevole. Il tirannosauro che domina il carro sulla fine del mondo realizzato da Massimo Breschi è infatti di grande impatto scenografico e certamente sarà uno dei più fotografati e filmati dal pubblico. E soprattutto dai più piccoli. L'espressione, i movimenti, il colore ne fanno uno degli animali meglio riusciti della storia recente del Carnevale. Originale e degno di nota, sul retro della costruzione, l'inserimento di due carcasse di auto che sembrano davvero essersi piantate dentro il carro dopo un incidente. Ad essere debole, però, è il retro del carro, che manca di una vera quinta di sostegno alla figura principale (le piante di bambù sanno di soluzione posticcia). Una carenza solo in parte compensata dalla torretta che si eleva fra le macerie dalla cui finestra spunta un altro dinosauro.

Voto: 7,5

Fratelli Bonetti

Phoenix

Il gioco della coda della fenice che si apre e si chiude vale da solo il prezzo del biglietto. Un movimento del genere, sui viali a mare, non si era mai visto. E, oltre ad essere geniale da un punto di vista meccanico, affascina anche il più distratto fra gli spettatori. Splendidi sono poi i colori del carro, perfettamente intonati sia alle maschere a bordo che a quelle a piedi (quest'ultime curatissime anche nel trucco, che vale una menzione speciale). Purtroppo non altrettanto riuscito appare il corpo della fenice, a cui manca la grazia e la leggerezza necessarie per poter parlare di carro-capolavoro.

Voto: 7,5

Fabrizio Galli

Ma dov’è questa crisi

La nave che rischia di affondare mentre l'Europa è sull'orlo dello sfacelo fa del carro di Fabrizio Galli uno dei più efficaci sul fronte dell'attualità politico-economica. Degno di lode (anche per la buona fattura) è poi l'inserimento di un lungo elenco di politici europei che per altro in fase realizzativa ha dovuto cambiare più e più volte per star dietro ai terremoti politici che hanno scosso mezzo continente. Ben modellato anche il volto di Mario Draghi (anche se forse non perfettamente proporzionato rispetto al corpo). Vanno però rivisti i movimenti (in primis quello della barca che sta per affondare) che ieri non sono sembrati al 100 per cento.

Voto: 7

Carlo Lombardi

Scacco matto

Il bianco e nero della scacchiera (ripreso dalle pedine e dai costumi delle maschere) dona al carro una eleganza e un'efficacia cromatica davvero notevole. Come notevole è la caricatura di Silvio Berlusconi con tanto di parrucca, intrappolato nei suoi guai con la giustizia. Ben fatti anche i personaggi minori che danno il volto ad alfieri e cavalli. Qualche dubbio resta invece sui movimenti che forse potevano essere meglio sfruttati.

Voto: 7

Alessandro Avanzini

In questo mondo...

Il tentativo di sperimentare nuovi linguaggi espressivi che è una delle (positive) cifre stilistiche di Alessandro Avanzini non sempre dà buoni frutti. Così il carro dedicato al conflittuale rapporto fra l’uomo e la natura appare troppo complesso, di non facile lettura, eccessivamente cerebrale. Anche il ricorso alla simbologia nipponica dettato dal riferimento allo tsunami di Fukushima non risulta particolarmente felice. Ottima è invece la resa dell’acqua che scorre e davvero splendidi sono i costumi, valorizzati da una sapiente coreografia. Ma dal vincitore di tre delle ultime cinque edizioni del Carnevale è legittimo attendersi qualcosa di più.

Voto: 6,5

Gionata Francesconi

Il fantasma dell’Opera

E’ sempre complesso giudicare un carro di Francesconi. Perché riesce a toccare corde dell’animo che raramente vengono stimolate al Carnevale di Viareggio. Sicuramente però quello sfilato quest’anno è il miglior Gionata delle ultime edizioni: l’atmosfera è quella un po’ gotica di certi suoi bei carri del passato, anche se il pessimismo che incute è destinato a dividere il pubblico. Come quasi sempre gli accade.

Voto: 6,5

Roberto Vannucci

Non ti curar di loro...

Il tentativo di Roberto Vannucci di rifarsi alla grande arte (il carro è ispirato ad un quadro di Klimt) è da tenere in considerazione, anche se ne rendono complessa l’immediatezza della lettura. Tonalità cromatiche e impostazione della costruzione ricordano però troppo il bel Shosholoza dello scorso anno.

Voto: 6,5

Alfredo Ricci

Lasciate ogni speranza...

Il tema trattato quest’anno da Alfredo Ricci - il rapporto degli italiani con il fisco - è sicuramente di grande attualità. A destare qualche dubbio è però lo svolgimento dell’argomento. Pipistrelli e vampiri che hanno ancora bisogno della “didascalia” (i cartellini appesi con scritto Irpef, Imu, ecc.) sono ormai ampiamente superati. E anche la realizzazione risente ancora del passato da mascheratista del costruttore. Da apprezzare, invece, il bel castello che domina la parte posteriore del carro.

Voto: 5,5

Franco Malfatti

Rabbia

Negli ultimi anni Malfatti ci aveva abituati a bei carri (talvolta ingiustamente penalizzati dalle giurie) spesso ispirati al mondo animale. Il lupo portato in corso quest’anno, però, proprio non convince. Statico, non felicemente modellato, di modesto impatto scenografico, non riesce a dare quelle emozioni che il costruttore sperava di provocare sul pubblico. Peccato.

Voto: 5

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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