Gioco
I fuochi d’artificio battono anche il gelo Pienone all’apertura
La cerimonia inaugurale non convince fino in fondo ma in 15mila sfidano il freddo e invadono piazza Mazzini
di Claudio Vecoli
VIAREGGIO
Il fascino dei fuochi d’artificio batte anche il freddo. Malgrado la colonnina di mercurio della temperatura sia rimasta costantemente sotto lo zero, ieri sera il colpo d’occhio di piazza Mazzini durante la cerimonia di apertura era - più o meno - quello di sempre. Anche se l’”effetto pienone” lo si è avuto soltanto nella parte finale dello spettacolo, quando sono partiti i fuochi d’artificio musicali seguiti subito dopo dall’alzabandiera.
Una inaugurazione in tono minore, quella andata in scena ieri. Fatta praticamente a costo zero, ma proprio per questo di qualità più modesta. Se infatti l’idea di dedicare la cerimonia di apertura alla fine del mondo profetizzata dai Maya poteva essere felice, la realizzazione si è rivelata meno efficace di quanto sperato “sulla carta”. E il forfait all’ultimo minuto di Silvia Emme (l’artista che lavora con la sabbia resa celebre dalle campagne pubblicitarie dell’Eni) a cui era affidato il compito di far rinascere Viareggio dalla spiaggia ha dato la mazzata finale al “copione”.
Malgrado qualche debolezza, non sono mancati anche dei punti di forza. Da apprezzare, ad esempio, l’uscita straordinaria delle maschere isolate: una scelta dettata forse da motivazioni di carattere economico, ma che ha invece permesso ai giovani costruttori che le hanno realizzate di ritagliarsi una vetrina in più per le loro opere (la domenica sovrastate dai carri) ed ha dato al pubblico presente in piazza Mazzini un antipasto di cos’è la cartapesta. Da ripetere poi la staffetta con la bandiera che ha attraversato tutta la Versilia. Bene anche il numerosissimo gruppo di Corsanico, che anche quest’anno ha dato lezioni di Carnevale a molti viareggini (ma non ai ragazzi e agli insegnanti delle scuole Lenci del Varignano, che invece quest’anno hanno realizzato un carro molto più che dignitoso). Mentre meritano una menzione particolare gli splendidi abiti della Fondazione Cerratelli, con la quale Viareggio ha giustamente aperto una collaborazione tutta da coltivare.
Giudizio meno netto, invece, sullo spettacolo pirotecnico. Sarà che l’abbinamento fuochi-musica non è più una novità, sarà che la colonna sonora scelta per rappresentare la fine del mondo non era particolarmente nota, fatto sta che lo show ha destato meno emozioni che nel recente passato (in molti ricorderanno la struggente apertura sulle note di “Vincerò”).
Resistono, infine, alcuni difetti di carattere tecnico. Come la scelta di proiettare le immagini della cerimonia di apertura sui cavalletti coperti da un telo bianco ma che - con il palco illuminato a giorno - risultavano pressoché invisibili al pubblico di piazza Mazzini. O, sempre restando alle immagini sul maxischermo, mentre parlava sul palco Loris Marchi veniva proiettata l’intervista del sindaco Lunardini in diretta a Rete Versilia. Dettagli che quello che vuol essere il primo Carnevale d’Italia non può più permettersi.
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