La manifestazione
Giudice di pace, i Comuni lo sostengano
VIAREGGIO «Ho urgentemente convocato per la settimana entrante la Conferenza dei sindaci per esplorare la possibilità, certo non facilissima di questi tempi, da parte dei Comuni versiliesi di...
VIAREGGIO
«Ho urgentemente convocato per la settimana entrante la Conferenza dei sindaci per esplorare la possibilità, certo non facilissima di questi tempi, da parte dei Comuni versiliesi di accollarsi, naturalmente quota parte, i costi amministrativi degli uffici del giudice di pace». Lo annuncia il sindaco Lunardini all’indomani della mozione approvata dal consiglio comunale che invitava il primo cittadino ad esplorare ogni possibilità per mantenere sul territorio della Versilia un servizio così importante. Per la cui salvezza si sono mobilitati avvocati e personale del Tribunale raccogliendo 1.200 firme inviate a parlamentari e ministero della giustizia. Nei giorni scorsi il consigliere del Pd Leonardo Betti aveva presentato un’interrogazione sottolineando come al giudice di pace che dava l’allarme e poneva il problema lo stesso Lunardini non avesse mai risposto.
«Il ministero - continua il sindaco - ha predisposto un provvedimento nel quale si prevede l'accorpamento degli uffici del giudice di pace in genere verso i capoluoghi di provincia. Una scure si potrebbe pertanto abbattere sui due uffici versiliesi esistenti. In tutta Italia saranno quasi settecento gli uffici del giudice di pace che saranno accorpati. Un decreto varato per concentrare in alcuni punti strategici gli uffici del ministero della giustizia e contenerne i costi, ma che, allo stesso tempo, porterà disagi agli utenti che, nel nostro caso, dovranno recarsi a Lucca. Pur comprendendo le stringenti esigenze economiche mi sembra legittimo avanzare qualche dubbio sulla reale efficacia di una simile azione. Soprattutto perché l'unica possibilità prevista per evitare la soppressione degli uffici del giudice di pace è che i Comuni si accollino i costi di funzionamento delle rispettive sedi, personale amministrativo compreso. Ed allora sorge facile un dubbio: ma che a pagare sia il ministero o i Comuni (al solito l'anello ultimo e più debole della catena pubblica) cosa cambia? Alla fin fine la fonte è sempre la stessa: il medesimo pubblico del medesimo Paese». In ogni caso, assicura Lunardini, al di la di queste perplessità «resta la volontà di fare tutto quanto il possibile per mantenere questo servizio per i cittadini della costa».
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