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LA NOMINA

Fabrizio Manfredi verso il Parco

Fabrizio Manfredi verso il Parco

Accordo tra segreterie del Pd. Ma gli ambientalisti lo bocciano

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VIAREGGIO

Sei nomi per un presidente: sono quelli sul tavolo del presidente della Regione, Enrico Rossi, al quale spetta la scelta del presidente del Parco naturale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli. In testa alla lista c'è Fabrizio Manfredi: per dieci anni assessore all'urbanistica dell'ex sindaco Marco Marcucci, candidato a sindaco nel 2008 per il Partito democratico se non avesse perso le primarie contro Andrea Palestini, “padre” di un contestato Regolamento urbanistico lasciato in eredità all’amministrazione Lunardini. Sul nome di Manfredi si è già espressa, positivamente, la Comunità del Parco, composta da sette Enti. Il rappresentante del Comune di Viareggio, l'assessore al decentramento Antonio Tedeschi (lista civica Per Torre del Lago), ha lasciato la seduta al momento di esprimere il proprio parere.

Venti le domande presentate per il bando prima chiuso e poi riaperto. Tra queste anche quella di Paola Gifuni, responsabile "ambiente" del Partito democartico di Viareggio. La sua domanda non sarebbe stata presa in considerazione perché avrebbe mostrato delle irregolarità. Due candidature, invece, sono arrivare in ritardo.

Gli altri cinque nomi sul tavolo di Rossi sono stati indicati in rigoroso ordine alfabetico: Valeria Andreozzi, Graziano Bagnoli, Alessandro Bracci, Giuseppina Ghiselli (medico ed esperta in questioni ambientali anche e soprattutto legate alla salute, anche lei iscritta al Pd), Sara Tintori. Pisa ha dunque rinunciato ad esprImere una propria candidatura "forte": il nome di Manfredi, in realtà, sarebbe il frutto di un accordo Versilia/Pisa all'interno della corrente che fa capo al segretario nazionale Bersani. Nell'idea che, così decidendo, si metta da parte la candidatura "scomoda" dello stesso Manfredi alla poltrona di primo cittadino nelle amministrative 2013.

Resta il problema dell'incompatibilità che è anche questione economica: Manfredi siede nel consiglio di amministrazione di Salt, l'azienda dell'autostrada che passa nel Parco e che già in passato progettava l'ampliamento. Questo incarico è retribuito. Quello di presidente del Parco, invece no. Sciogliere il dilemma per Rossi non sarà facile: un po' come il quesito delle pecore e del lupo da trasportare sull'altra sponda del fiume.

Intanto, sulla questione, Italia Nostra, Wwf e Legambiente hanno scritto una lettera al presidente Rossi «preoccupati per quanto si leggeva sulla stampa a proposito delle nomine e temendo che queste, ancora una volta, fossero appannaggio delle locali segreterie di partito». Non avendo ricevuto risposta - sottolinea Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra Versilia, la paura è che «le loro richieste siano state disattese e che, come sempre, tutto sia rimasto nelle mani delle segreterie politiche. Rimane da sperare che i vertici del Parco non siano compensazione per politici bolliti che, nella loro pregressa attività, si sono fatti notare più per la loro propensione al cemento che per il rispetto del verde. Speriamo».

Donatella Francesconi

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