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MA LO SHOW E’ ORMAI LOGORO
Caro Renzo, mi dispiace dover constatare che la Canzonetta dei Rioni sia decisamente in fase calante. E’ dal 1996 che partecipo ai concorsi per la Canzone Ufficiale indetti dalla Fondazione. Credo...
Caro Renzo, mi dispiace dover constatare che la Canzonetta dei Rioni sia decisamente in fase calante. E’ dal 1996 che partecipo ai concorsi per la Canzone Ufficiale indetti dalla Fondazione. Credo quindi di avere una visione abbastanza ampia di quella che è stata fino ad oggi la storia legata a questo concorso. Ritengo che la serata di giovedì abbia dimostrato a tutti gli spettatori presenti in teatro quanto approssimativo sia stato lo spettacolo sia a livello organizzativo che a livello qualitativo. Se questo è quello che la Fondazione riesce a fare, allora tanto di cappello al gruppo dei Carnevalari che con tante frizzanti idee da sei anni portano avanti a testa alta il festival di Burlamacco. Dal festival della Canzonetta dei Rioni ci si aspetterebbe molto di più, anche perché è da lì che ogni anno esce la Canzone Ufficiale del Carnevale, quindi dovrebbe essere un evento di prestigio e, quanto più possibile, piacevole per gli spettatori. Invece, ho assistito ad uno spettacolo spoglio, una platea priva di addobbi (per una protesta da parte dei Rioni non sono state esposte le bandiere), poco pubblico, un palco privo di scenografie, con attrezzisti al lavoro ben in vista sul palco mentre lo spettacolo andava avanti (per una scenetta sono serviti addirittura diversi minuti per fissare due supporti in compensato, mentre alla fine della prima canzone del rione Terminetto due addette della Fondazione per diversi secondi hanno dovuto ripulire il pavimento dai coriandoli. Abbiamo assistito anche a gente che entrava in scena al momento sbagliato, mentre il rione Migliarina, che non aveva addetti del proprio rione dietro le quinte, si è dovuta far aiutare da alcuni addetti della Fondazione. Esiste sempre un sipario, che ogni tanto sarebbe bene utilizzare). Lasciami dire, Renzo, che le gag improvvisate per allungare la serata mi hanno inevitabilmente portato al confronto con quelle molto più genuine dei Carnevalari. Non c’è stato un balletto o un ospite di rilievo. Il vero spettacolo, una vera scenografia, e la giusta atmosfera l’hanno data i Rioni con le loro scenette e canzoni. Veramente Bravi! Professionali come sempre Loris Marchi e Annarita Landi alla conduzione della serata, ma questa decisamente senza un logico filo conduttore. Non ha più senso poi partecipare al concorso canoro se ritiri un premio senza nome. Una menzione ad Aldo Valleroni è stata fatta ben due volte durante la serata, ma senza che nessuno spiegasse il motivo per cui la figlia Uliana ha deciso di non autorizzare più l’utilizzo del nome del padre per l’ambìto premio. E soprattutto, non ha più senso vincere il titolo di miglior canzone, se dopo cinque minuti perdi al ballottaggio. La nuova regola da te fortemente voluta, e da noi autori criticata, rischia di sminuire l’importanza del Festival. Il fatto poi di non aver realizzato un cd dimostra la poca attenzione che dedicate a questa manifestazione. Se i Carnevalari riescono a trovare uno sponsor, non vedo perché non possa farlo la Fondazione Niente da dire sull’impegno da tutti voi dedicato all’organizzazione della serata ma secondo me, per dirla con le parole del mio omonimo Gino, “Gli è’ tutto sbagliato, tutto da rifare!”
Roberta Bartali
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