Il Tirreno

Versilia

Famiglia assediata in casa dai ladri «Notte da incubo»

Famiglia assediata in casa dai ladri «Notte da incubo»

La disavventura vissuta da un noto avvocato versiliese «Siamo rimasti al buio mentre i bambini piangevano»

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di Gabriele Dini

CAMAIORE

«Papà ho sete». Il bambino si sveglia circondato dal buio nell’ora della paura. Il padre si alza per andargli incontro e si accorge che la luce non funziona . E dopo pochi secondi la paura - quella reale, non quella dei sogni - inizia a picchiare contro la porta di casa come per spaccarla.

Sembra un incubo ma non lo è. E non è nemmeno la trama di un film horror. Si tratta invece della disavventura vissuta di un noto avvocato, Lorenzo Purini, che si è trovato assediato dai ladri nella sua casa tra Lido e Camaiore.

Il fatto risale a qualche settimana fa. L’uomo si alza chiamato dal suo bambino. La luce non funziona: qualcuno ha tagliato i fili. Prima di comprendere cosa stia accadendo, la famigliola sente dei violentissimi colpi alla porta. Qualcuno sta cercando di entrare.

Purini si avvicina alla porta e inizia a gridare ai ladri di andarsene. Ma questi non desistono.

L’uomo - mentre i figli piangono e la moglie è in preda al terrore - chiama i carabinieri. «In quel momento ho pensato - racconta al telefono - se la porta blindata cede è la fine»

Improvvisamente la porta cessa di piegarsi per i colpi. E il rumore si blocca. La fine dell’incubo? Non ancora. Tutti i film, anche quelli dell’orrore, hanno un secondo tempo.

L’avvocato affaccia attraverso la grata di finestra per controllare e si trova a pochi metri dai ladri.

I malviventi lo guardano con fare di sfida. Poi sfondano il vetro della sua auto e di quella della moglie. Con una calma quasi innaturale cominciano a rovistare nell’abitacolo e nei cassetti. Sembrano senza paura.

Uno dei due apre anche il cofano dell’auto. «Forse stavano cercando un cric - racconta ancora Purini - per tornare a colpire la porta. Io ho continuato a gridare che stavano arrivando i carabinieri». Alla fine i ladri se ne vanno e con la stessa calma svaniscono nel buio.

Ma proprio come accade con gli incubi, qualcosa di quella notte è rimasto nell’animo della famiglia. «Ancora non riusciamo a dormire - racconta Purini - la paura è stata grandissima. Ho messo altre porte blindate e un sistema di allarme. E ho anche preso il porto d’armi e comprato una pistola. Sono sempre stato una persona tranquilla. Ma l’altra notte ho temuto per l’incolumità della mia famiglia. Vorrei che quell’esperienza non si ripetesse mai più».

Purini è un personaggio molto noto. E’ un avvocato tributarista che ha uno studio a Viareggio. In passato ha scritto un libro in cui ha raccontato della sua lotta contro una grave malattia che ha sconfitto con grande forza d’animo. Ora dovrà impegnarsi ancora per cancellare dalla mente dei suoi bambini quell’incubo che si è materializzato in una notte d’inverno.

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