Il dolore
Vincoli e abusi edilizi, il caso di Strettoia
«Il vincolo archeologico a Strettoia? Non c'è mai stato, questa è la verità». Parole di Gianluca Pajatto, segretario del Pri, a margine di una questione che per decenni ha visto limitate...
PIETRASANTA
«Il vincolo archeologico a Strettoia? Non c'è mai stato, questa è la verità». Parole di Gianluca Pajatto, segretario del Pri, a margine di una questione che per decenni ha visto limitate - con annesse sanzioni anche penali in caso di abusi edilizi o presunti tali - il rilascio di concessioni per ampliamenti e costruzioni nella zona. «Non condividiamo le parole dell'assessore Rossano Forassiepi sulla deperimetrazione delle aree sottoposte a vincolo paesaggistico per interesse archeologico relative alle zone di Strettoia, Montiscendi, Valdicastello e Crociale e non riconosciamo alcun merito in tal senso a questa Amministrazione. A novembre Mirco Baldi, nostro referente per Strettoia, denunciò come proprio a Strettoia, a privati cittadini, fossero negate autorizzazioni relative ad interventi edilizi paventando l'esistenza di un vincolo archeologico che non era invece riconducibile a nessun decreto. All'epoca Forassiepi nemmeno rispose. Oggi i fatti ci danno ragione. L'Avvocatura Regionale - rilancia Pajatto - con un parere a chiarimento della questione, ha ribadito come la delibera provinciale del 1991 non avrebbe mai dovuto essere annoverata tra quei provvedimenti di riconoscimento del vincolo archeologico, in quanto mai confermata da nessun decreto. In poche parole viene chiarito come quel vincolo non ci sia mai stato. In via subordinata, ha sottolineato l'Avvocatura, anche a voler ammettere come valida quella delibera, l'approvazione nel 2009 da parte della Regione dell'implementazione dei PIT ha di fatto superato quanto previgente, facendolo venir meno».(l.b.)
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