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Rifiuti, Veolià lascia I sindacati: colpa dei Comuni versiliesi

Rifiuti, Veolià lascia I sindacati: colpa dei Comuni versiliesi

A rischio 40 posti di lavoro a Falascaia e Pioppogatto L’azienda: stufi di finanziare le vostre amministrazioni

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VIAREGGIO

Veolià se ne va. E questo sembra ormai un fatto certo. Cosa succederà quindi al sistema di smaltimento dei rifiuti, agli impianti di Falascaia e Pioppogatto e soprattutto ai lavoratori dell’azienda francese una volta che avrà abbandonato la Versilia è difficile dirlo. Come è altrettanto difficile capire cosa accadrà alle nostre tasche, quelle di contribuenti che pagano la Trasu o la Tia a caro prezzo. Di sicuro però avanti così non si può andare. Lo hanno capito anche i francesi che fino ad oggi hanno gestito gli impianti di Falascaia e Pioppogatto e che nei prossimi giorni dovrebbero ufficializzare la nomina di un commissario liquidatore per chiudere definitivamente ogni rapporto con la Versilia.

Il tema è stato affrontato anche ieri sera, nella riunione tra primi cittadini al tavolo del Cav, interlocutore primario di Veolià ma soprattutto soggetto al quale è demandata la scelta su come gestire, ora e in futuro, la patata bollente degli impianti e dello smaltimento dei rifiuti.

La trattativa, tutt’altro che facile, fino a ieri sembrava bloccata. Tanto che nelle ultime ore anche i rappresentanti sindacali dei lavoratori si sono decisi a prendere una posizione netta, schierandosi dalla parte dell’azienda e puntando il dito contro le amministrazioni comunali. «È sotto gli occhi di tutti ed è veramente una vergogna - affermano Michele Massari (Fp Cgil) e Simone Marsili (UIlTrasporti) - che le amministrazioni pubbliche non paghino le aziende portandole di fatto al tracollo senza che nessuno ne sconti le conseguenze».

Per i sindacati la dipartita di Veolià è infatti già un dato assodato. «L'azienda - scrivono - già nella giornata di lunedì presso l'associazione degli industriali di Lucca, ci confermava le voci che da più di un mese si rincorrono circa la volontà del gruppo di andarsene dal nostro Paese. L'azienda ci ha specificato che sta valutando di dismettere l'attività in tutti quei paesi che non esprimono un quadro normativo chiaro che consenta di investire nel settore dell'igiene ambientale. I mancati pagamenti da parte dei comuni versiliesi, sono ritenuti comunque la causa principale delle difficoltà nella gestione degli impianti Veolià presenti in Provincia. Considerando che la Società a livello centrale non è più disponibile a finanziare a fondo perduto tali impianti, il rischio di un cortocircuito finanziario, è veramente forte. È bene chiarire che nella riunione di lunedì, l'azienda è stata lapidaria dicendoci a chiare lettere che “i francesi sono stufi di finanziare le vostre amministrazioni” nella gestione del ciclo dei rifiuti».

I sindacati sono davvero convinti che la responsabilità di aver messo a repentaglio 40 posti di lavoro sia dei Comuni. «Come può un Comune come Viareggio contestare le fatture nella sua totalità, sapendo che sono destinate alla remunerazione della mano d'opera e all’espletamento di una funzione essenziale come quella della gestione della nettezza urbana? E Viareggio non è il solo Comune a comportarsi così. Possiamo sostenere che con l'eccezione di Massarosa, il problema è comune a tutti gli altri enti. Di fronte a questo modo di agire, si rischia veramente di dar ragione a Veolià quando nel criticare e rigettare il sistema Italia annuncia di volersene andare».

Quello che sta a cuore ai sindacati non è solo il futuro dei lavoratori. «La domanda che serpeggia tra le maestranze e tra molti cittadini - continuano Massari e Marsili - è: se chiude anche l'impianto di Pioppogatto a quale scenario legato al sistema della gestione integrata dei rifiuti andremo incontro? Quali sono i progetti della Provincia e delle Amministrazioni?». L’intervento dei sindacati si chiude con una provocazione. «Cosa dire di più se non fare i nostri più vivi complimenti a tutte quelle amministrazioni della Versilia che con il loro metodo affossano prima l'azienda poi i posti di lavoro ? Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori e non è escluso che vengano decise iniziative di lotta anche molto incisive».

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