Il dolore
La figlia: «Saranno le indagini a parlare»
I familiari dell’imprenditore ucciso attendono l’esito dei test: mesi fa scrissero le loro accuse
CAMAIORE
«In questo momento preferiamo restare in silenzio, abbiamo sentito dei nomi degli indagati ma non vogliamo dire nulla». Per la giovane Stella, figlia di Stefano Romanini ieri il dolore si è rinnovato. Il ricordo di quella brutale esecuzione davanti alla porta di casa in lei non si è certo mai spento. Ma il riaccendersi dei riflettori sulla vicenda ha inferto un nuovo duro colpo a lei, alla madre Giuliana, alla sorella Serena.
Per questo i familiari dell’imprenditore ucciso preferiscono tacere, soprattutto dopo l’arrivo dei nomi dei quattro indagati. La via del silenzio viene scelta anche dal legale della famiglia Romanini Leonardo Lapasin Zorzit che preferisce non commentare i nuovi sviluppi della vicenda.
Nei mesi scorsi la figlia di Romanini Stella affidò a una lettera, firmata anche dalla cognata della vittima Simonetta Pellegrini, uno sfogo durissimo.
«Non essere troppo tranquillo e non ridertela, perché noi sappiamo chi sei. Una persona senza cuore e senza coscienza, che non ha mai vissuto serenamente una vita di famiglia e i sacrifici che si fanno per essa. E che per questo motivo era gelosa della nostra unicità. Ma questa persona pagherà».
Le due donne scrissero alla vigilia del 27º anniversario di matrimonio di Stefano e Giuliana e a pochi giorni dal Natale.
«Queste ricorrenze - scrisse allora Stella - sono colpi al cuore. Ma proprio perché ci sono, è giusto mandare un messaggio».
Nella lettera erano contenute anche critiche all’amministrazione comunale, accusata di non aver aiutato la famiglia dopo il delitto.
A pochi giorni da un nuovo anniversario, quello dell’omicidio del padre stavolta, Stella preferisce rimanere in silenzio.
Spera che a parlare stavolta siano i test e le perizie della polizia scientifica. E che alla fine le indagini condotte dal Pm Fabio Origlio riescano ad individuare chi ha distrutto la sua famiglia.
Stefano Romanini era un imprenditore piuttosto conosciuto che operava nel settore edile. Dopo qualche problema finanziario la sua ditta aveva chiuso. Gli inquirenti pensano che dietro il delitto ci siano questioni economiche.
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