Sicurezza
E a Pietrasanta il preside deve difendersi
«I genitori protestano per la poca informazione? Mi dispiace. Ma è anche il Comune che ha sbagliato»
PIETRASANTA
«Chiedo scusa per i disagi arrecati alle famiglie. Se ho sbagliato è giusto che mi assuma le mie responsabilità. Analoghe scuse devono però arrivare anche dal Comune». È amareggiato Sandro Orsi, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 1: i “malintesi” legati alla tempistica di chiusura delle scuole, causa emergenza meteo, di mercoledì scorso, si sono tradotti nella giornata di ieri in una serie di telefonate irate, indirizzate alla stessa direzione didattica, da parte di alcuni genitori.
Il nodo del contendere? L’aver inizialmente comunicato che le 10 scuole del comprensorio, frequentate da 1.050 studenti, sarebbero rimaste chiuse per due giorni e non per uno, come poi da ordinanza comunale. «Parliamoci chiaro: di passare per superficiale o incapace, non mi va - dice Orsi - Sono anni che faccio questo mestiere e so bene come affrontare situazioni particolari ed imprevisti. Lo vede questo? È un fax arrivato dall'ufficio scuola comunale martedì 31 gennaio alle 13,15 dove ci avvisavano che i plessi di nostra competenza sarebbero dovuti rimanere chiusi, causa neve, nei due giorni successivi. A quel punto, ingaggiando una corsa contro il tempo e avvalendomi dei miei collaboratori - prosegue Orsi - sono riuscito ad avvisare tutti gli studenti, in uscita o appena usciti dalle classi, e di conseguenza i loro genitori, della decisione del Comune. Tutto a posto? No, perché alle 14,55, sempre telefonicamente e sempre dal Comune, mi avvisano che gli scenari erano cambiati e che, come da successiva ordinanza comunale, la sospensione di ogni attività didattica si sarebbe limitata ad un solo giorno. Ordinanza comunale fra l'altro a noi arrivata intorno alle 17 di martedì 31 gennaio. Cosa potevo fare a quel punto? Allertare il personale, docente e non, cosa che ho fatto, ma rintracciare un migliaio di studenti o ancora le loro famiglie, per informarli del nuovo cambiamento di programma, era a quel punto praticamente impossibile. Di avvisarne, poi, solo una parte per poi non riuscire a mettermi in contatto con quella rimanente, mi sembrava cosa poco seria. A quel punto ho deciso di non chiamare nessun genitore, perché la gestione dell'intera situazione era diventata complicata e lo ripeto, poco seria e mi sono affidato, alla pari del Comune, alle comunicazioni che sarebbero arrivate l'indomani via Internet e sui giornali. Se ho sbagliato in questo frangente, lo ripeto, chiedo scusa, ma tutto ha origine da un’informativa, inizialmente errata e intempestiva, data dal Comune che ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità. offerto tutta una serie di disagi, è giusto che pretendano le scuse da parte di chi ha sbagliato. E in questo caso, amministratori ed uffici comunali non possono certo fare finta di niente».
Sta di fatto che ieri mattina, la percentuale degli studenti presenti in classe, complice le precipitazioni nevose, il ponte di San Biagio e i balbettìi nella comunicazione, è stata decisamente bassa.
Luca Basile
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google