Sicurezza
Inceneritore chiuso, Veolià ricorre al Tar
Il braccio di ferro tra Tev-Veolià da una parte e Comuni e Provincia dall’altra continua. La vicenda è tutt’altro che semplice ma la mancanza di un’intesa tra le parti non solo rischia di far...
Il braccio di ferro tra Tev-Veolià da una parte e Comuni e Provincia dall’altra continua. La vicenda è tutt’altro che semplice ma la mancanza di un’intesa tra le parti non solo rischia di far continuare a crescere il costo di smaltimento dei rifiuti ma mette a repentaglio anche i posti di lavoro dei dipendenti dell’azienda. Nella lite, che ormai va avanti da tempo, si registra una nuova puntata. Veolià si è rivolta al Tar della Toscana per contestare il provvedimento di revoca dell’autorizzazione all’utilizzo dell’impianto di Falascaia emesso dalla Provincia. E ciò nonostante le vicende giudiziarie legate alle emissioni dell’inceneritore che dovrebbero forse suggerire all’azienda di tenersi lontana da quell’impianto il quale, come ribadisce l’assessore provinciale all’ambiente Maura Cavallaro, ha dimostrato di non essere adeguato. Cavallaro è tranquilla. «Non credo affatto - spiega - che ci sia il rischio di rivedere in funzione quell’impianto». Ciò non toglie che il ricorso rappresenti l’ennesima puntata del braccio di ferro tra enti e azienda. I sindaci della Versilia torneranno a incontrarsi oggi, alla ricerca di una soluzione in proposito che tenga conto dell’esigenza primaria dei Comuni: evitare incrementi dei costi di smaltimento. A questo avrebbe potuto giovare l’adesione di tutti i Comuni versiliesi alla nuova società di gestione dei rifiuti nata nell’ambito di Ato? Lo scopo è infatti anche quello di arrivare a una tariffa unica nelle province di Marra Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. «L’ideale - commenta il sindaco Lunardini - sarebbe che Ato si facesse carico delle vicende contrattuali sugli impianti come ho richiesto un anno e mezzo fa. Ma la mia proposta è stata bocciata».
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