Attenzione
Era un bravo ragazzo L’addio a Luca stroncato da malore
Nella chiesa dei Frati i funerali di Luca Cattani, a salutarlo oltre ai genitori e alla sorella, tanti amici e compagni
di Corrado Benzio
vIAREGGIO
Era un bravo ragazzo. E cosa si può dire di più di uno studente che muore a 17 anni nel suo letto. Difficile andare oltre nel ricordare quel giovane che frequentava le scuole serali all’istituto tecnico di Seravezza.
Nella chiesa dei Frati a Pietrasanta, la salma di Luca Cattani era arrivata ieri pomeriggio dopo che il corpo dello sventurato ragazzo era stato sottoposto ad autopsia. Una decisione inutile visto che sulle cause della morte c’è ben poco da scrutare ed investigare. Luca è morto per un infarto, i cui primi sintomi si erano già manifestati nella sera di domenica, prima che il ragazzo andasse a letto.
Ed il padre – anche lui sofferente di cuore – lo ha trovato agonizzante nella notte fra domenica e lunedì.
Il feretro di Luca è arrivato nella chiesa dei Frati atteso sotto il portico dal padre, la madre e la sorella, che da poco tempo si era trasferita a Milano.
In chiesa c’erano tutti. Gli amici della scuola e gli amici di sempre,
i compagni del corso dell’Iti di Seravezza, gli amici e i conoscenti della famiglia che vive nella Città Giardino di Pietrasanta, a poche decine di metri dalla chiesa dei Frati.
C’erano le tante colleghe di mamma Marcella, da tantissimi anni insegnante alla scuola materna Peter Pan di Valdicastello Carducci.
Luca Cattani era ricordato dagli amici come una persona aperta, sempre pronta ad aiutare gli altri. La scuola non era stata il suo forte, ma voleva continuare comunque, per arrivare al diploma.
Aveva forza di volontà questo ragazzone alto e robusto. In molti, gli appassionati di questo sport, lo ricordano come giocatore di basket nelle formazioni giovanili del Versilia basket, società di pallacanestro che porta avanti questo sport in questo pezzo di
Versilia. Ed in chiesa c’erano anche loro a salutare Luca. In molti, giovani ed adulti, si chiedevano ancora ieri pomeriggio come è possibile essere colpiti a quell’età da un infarto così letale.
Quando il padre di Luca lunedì mattina alle 4 ha scoperto che il figlio era ormai agonizzante nel letto della sua cameretta, ha subito allertato il 118. Luca era ancora vivo quando è arrivato il medico e l’ambulanza, anche se si trovava in arresto cardiaco.
E’ cominciato. sotto gli occhi sgomenti dei genitori, un lunghissmo tentativo di rianimazione. Il massaggio cardiaco è stato praticato per oltre un’ora e tutte le manovre rianimatorie sono state praticate. Ma per Luca non c’era veramente niente da fare.
Tanto che alla fineI degli inutili soccorsi non è stato neppure deciso un ultimo, disperato, trasporto al pronto soccorso dell’ospedale Versilia.
I eri nella chiesa dei Frati il parroco ha avuto parole dolci per mamma, babbo, la sorella maggiore. E così è stato per l’insegnante che ha voluto salutare Luca a nome suo e di tutta la scuola seravezzina. Gli amici hanno affidato il loro saluto ad uno striscione esposto all’esterno, sul sagrato della chiesa.
Lo striscione recitava: Quando una persona entra nella nostra vita, grande o piccola che sia, lascia qualcosa di sèe prende qualcosa di noi. Ciao Cattà.
Poi la benedizione funebre e l’ultimo saluto a Luca prima che la salma venisse caricata sul carro funebre per l’ultimo viaggio al cimitero di Pietrasanta.
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