Sicurezza
Ho 25 anni e lascio l’Italia Berlino la meta ambita
La storia di Alia Mendella, assicuratrice e pallavolista, che parte oggi «Tredici ora di lavoro al giorno solo per riuscire a pagare le tasse. Così emigro»
di Donatella Francesconi
VIAREGGIO
«Lascio l'Italia perchè dopo un anno di partita Iva come consulente assicurativo, tredici ore di lavoro, mai un momento di tregua, tutto quello che guadagnavo andava in spese per lavorare tasse. Vivevo da sola e non sono riuscita a farlo... ». Alia Mendella ha 25 anni, un cognome ingombrante, quello del padre Giorgio, ed una madre - Manuela Clerici - che ne ha fatto una giovane donna forte e determinata. Oggi Alia lascia la Versilia e l’Italia: «Mi trasferisco a Berlino», racconta mentre con un brindisi all’”Amadeus” di Lido saluta le amiche di sempre, quelle della pallavolo camaiorese della quale è stata fino allo scorso anno una delle giocatrici di punta. «Peccato - racconta questa ragazza pronta ad emigrare -: «Perchè a me quel lavoro piaceva tantissimo. Dopo la maturità al liceo linguistico ho seguito tre corsi e mi sono iscritta all'albo. Poi, all’improvviso, dopo tre anni di lavoro senza un giorno di ferie mi sono svegliata, una mattina, e sono andata una settima a Norimberga. E lì ho capito che in Italia non potevo restare. Il problema è che qui va avanti tutto a raccomandazioni...Se sei un po' più intelligente fai paura». Se poi il cervello che funziona sta sul corpo di una bella ragazza è ancora peggio. Alia va a Berlino. Per ricominciare da capo: «Parto con la valigia di cartone...Se tornerò sarà per invecchiare...». Il primo lavoro trovato dagli amici è la baby sitter: «Ma voglio anche studiare e arrivare a parlare il tedesco come l'italiano... E vorrei fare lì l'università... Se devo ricominciare da capo, pulire i pavimenti in discoteca come quando ero ragazzina, allora mi sono detta che non ho paura... ».
Ad Alia mancherà la pallavolo: «E’ stata la mia vita...». Ma la voglia di vincere, e questa volta non sotto rete, è tanta. Ad aspettarla, a Berlino, ci sono già alcuni amici. Ragazzi e ragazze versiliesi che hanno fatto la stessa scelta. Uno di loro aveva un hotel, a Lido. Ora fa il cuoco e spera di diventare direttore del ristorante in cui lavora: «Quando è andato in Germania - ricorda Alia - ha iniziato vendendo castagne. A Lido c’era lavoro, ma tutto andava in tasse. Ha ricominciato là. E se dovrò seguire la stessa strada, lo farò».
Alia ha una sorella più piccola, fresca di maturità conseguita lo scorso anno al liceo classico, indirizzo linguistico. Anche lei se ne andrà, a settembre: «Quest’anno lavora - racconta la madre - poi va all'università a Barcellona. Vuole studiare arti visive, è appasionata di fotografia, vorrebbe fare la reporter...».
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