Sicurezza
Guerra nel Comitato sulla prosecuzione delle autoriduzioni
FORTE DEI MARMI «Il presidente del Comitato difesa del cittadino e il suo sparuto gruppo di sodali non si sono accorti che la battaglia è già conclusa, tra l'altro con esiti molto positivi tra cui l'i...
FORTE DEI MARMI
«Il presidente del Comitato difesa del cittadino e il suo sparuto gruppo di sodali non si sono accorti che la battaglia è già conclusa, tra l'altro con esiti molto positivi tra cui l'istallazione di contatori e tariffe agevolate, e si ostina a non convocare l'assemblea generale senza mettere a disposizione il bilancio e le somme raccolte dalle sottoscrizioni che dovrebbero servire per rifondere le cause pilota». Massimo Gay, ribatte così alla presa di posizione della presidenza del Comitato. «La verità è che tra gli aderenti aumentano gli scontenti - spiega Gay - e coloro che abbandonano l'autoriduzione. Infatti i cittadini che stanno pagando di tasca le cause perse contro Gaia sono da esempio agli altri che non vogliono rischiare di fare la stessa fine. Sono già quattro, infatti, le cause pilota che non sono state rimborsate dal Comitato per più di diecimila euro».
«Riguardo poi ai presunti interessi elettorali di cui ci accusa, sono solo fantasie anche perché sarebbe un modo curioso quello di candidarsi facendo vedere che si perdono le cause pagando con i propri averi!».
L'ex presidente del Comitato, Arnaldo Federigi che da molte settimane invoca l'assemblea, sfida invece il presidente del Comitato a palesare quali sarebbero i secondi fini di cui l’ha accusato «dal momento che chiedo soltanto di fare l'assemblea. Le cause sono perdute, l'autoriduzione non è più percorribile e anche la questione del Difensore civico è solo una scusa per rinviare l'assemblea. In realtà al massimo il Difensore potrà mediare non sul debito accumulato dagli utenti con Gaia per le autoriduzioni, ma sulle spese che gravano sull’operazione di recupero del credito. Quindi si smetta con fantasiose motivazioni, si convochi l'assemblea, dove il presidente se avrà da dire dirà e i soci tireranno poi le conclusioni di questa vicenda».
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