Sicurezza
Lancio di sassi dal cavalcavia contro i camion dei “crumiri”
Salvo l’autotrasportatore di una ditta di Massa colpito dalla pesante pietra al casello Versilia Dopo la denuncia della vittima, sul gravissimo episodio sta indagando la Polizia stradale
di Claudio Figaia
FORTE DEI MARMI
Lanci di macigni contro i camionisti “crumiri”. Nei giorni recentissimi della rivolta dei Tir sarebbe successo anche questo. Di sicuro è successo che due camion sono stati colpiti da sassi lanciati da un cavalcavia sull’autostrada Genova-Livorno, nelle vicinanze dell’uscita Versilia. Entrambi gli episodi sono avvenuti martedì notte. Da accertare se i due lanci sono da mettere in connessione con la protesta degli autotrasportatori, ma molti elementi inducono gli inquirenti pensare che sia proprio così.
«E’ andata bene, è stato un miracolo, poteva scapparci il morto e se così non è stato è soltanto per un bel colpo di fortuna». Il camion viaggia nell’autostrada inaspettatamente libera da Tir; è notte, siamo in piena rivolta dei “forconi”.
A un tratto un colpo secco, fortissimo. Un sasso di notevoli dimensioni sfonda il parabrezza del mezzo, come un proiettile. Il conducente sbanda, riesce a mantenere il camion sulla carreggiata, è spaventato e ancora non ha capito cosa è successo.
E’ successo che qualcuno, dal cavalcavia, ha lanciato una pietra – di Cardoso si accerterà poi – al camion in transito.
Gomme squarciate, minacce, qualche pugno, tante litigate: neanche qui in zona sono mancati momenti di tensione ed episodi di violenza nei confronti degli autotrasportatori che non aderivano al blocco dei Tir. Ma quel che è successo martedì, sull’autostrada Genova-Livorno sulla corsia sud, poco prima dell’uscita Versilia è qualcosa di più grave: una specie di tentato omicidio. Vittima dell’attentato un mezzo di proprietà di una piccola azienda di commercio all’ingrosso di ortofrutta di Massa.
A raccontare quanto accaduto è il giovane titolare dell’impresa. Lui, a bordo del camion non c’era: c’era un suo dipendente la cui indentità intende tutelare. Così come preferisce che il suo nome non appaia sul giornale. «Sa non è per paura, ma in giro mi pare ci sia troppa gente strana... e comunque nome e cognome li ho dati alla Polizia stradale», spiega.
Il camion, ricostruisce, aveva lasciato il mercato delle Jare per andare a fare rifornimento di merci nel sud della Toscana.Alle 23 circa la sassata: il lancio della pietra di cardoso dal cavalcavia che buca il vetro anteriore del mezzo. «L’autista, così mi ha raccontato, non si è reso pienamente conto del pericolo che ha corso: è riuscito a tenere il veicolo in assetto, poi ha deciso di tornare indietro. Soltanto più tardi, la mattina dopo, abbiamo realizzato pienamente cos’era successo», racconta il grossista. Tant’è che il giovane ci pensa un po’ su prima di denunciare l’episodio e soltanto il giorno successivo ancora, ieri mattina, va negli uffici della polizia stradale a riferire tutto.
Agli agenti mostra il parabrezza sfondato e il sasso di pietra piombato nell’abitacolo; riferisce di non poter avere il minimo sospetto di chi abbia potuto compiere quel gesto. L’arma del delitto è stata ritrovata, il “colpevole” no.
La gravità dell’episodio è evidente. Il sasso poteva colpire il conducente e ferirlo o peggio ucciderlo, il camion poteva uscire di strada, sbandare, coinvolgere altri mezzi. E il bilancio poteva essere molto più tragico. «E’ un tentato omicidio, chi ha lanciato una pietra così grossa non voleva fare uno scherzo, neanche un gesto dimostrativo. Lo ha fatto per fare del male... Peggio che sparare a qualcuno: almeno in quel caso decidi a chi farla pagare, qu, invece, è come sparare nel mucchio...» dice il giovane commerciante. È la polizia stradale di Viareggio che si sta occupando di questo caso e dell’altro simile avvenuto nella stessa serata di martedì, nello stesso luogo, a poche ore di distanza.
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