Finanza
L’ex-scuola? La comprano i cittadini
Incontro con il sindaco per decidere il futuro dell’edificio di Azzano: forse diventerà un ostello
SERAVEZZA
Le sorti dell’ex scuola di Azzano saranno decise nel corso di un’assemblea della popolazione della montagna che si svolgerà nei prossimi giorni. Una delegazione delle pubbliche assistenze è stata ricevuta in comune dal sindaco di Seravezza, Ettore Neri, per parlare della questione. «L’incontro è stato molto positivo”-spiega il sindaco- “perché ognuno di noi ha potuto spiegare il proprio punto di vista e avviare un confronto fattivo». Neri ha illustrato i motivi che hanno spinto il comune ad inserire nei beni alienabili l’ex scuola di Azzano : servono risorse per il comune. Il bando per la vendita sarà aperto dopo l’approvazione del bilancio preventivo 2012; la base d’asta della struttura è di circa 185 mila euro. L’intenzione dell’amministrazione è di destinare un terzo dell’introito per la ristrutturazione dell’ex asilo Cidonio, attualmente di proprietà della Henraux: dato che nel Protocollo d’intesa siglato con l’azienda nel 2006 era compresa la cessione dell’ex asilo al comune qualora quest’ultimo ne avesse fatto richiesta. “Una volta reperite le risorse necessarie”- aveva detto Neri nei giorni scorsi- «l’ex asilo sarà acquisito nel patrimonio comunale». Poi, cosa farne? Un ostello, aveva proposto il sindaco, sul modello di Pruno per dare risposta in termini ricettivi e favorire il turismo. Ma la popolazione non sembra essere d’accordo: sarebbe preferibile una struttura fruibile in estate anche dai turisti ma in inverno lasciata all’uso della comunità specialmente come punto di aggregazione per i giovani. Il dibattito è aperto e sembra possibile qualsiasi ipotesi. Compresa quella di una sorta di “azionariato popolare” da parte degli abitanti di Azzano e paesi limitrofi per l’acquisto della ex scuola, una volta messa in vendita mediante bando dal comune. Anche su questo punto restano punti interrogativi tutti da sciogliere: non è ancora chiaro in che forma potrà organizzarsi la popolazione per concorrere al bando (che non sarà pubblicato prima dell’approvazione del bilancio preventivo) e c’è da capire quale sarà la risposta effettiva della popolazione (185 mila euro non sono pochi).
Simone Tonini
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