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Versilia

Buratti-Monteforte L’intesa elettorale siglata con una cena

Buratti-Monteforte L’intesa elettorale siglata con una cena

I due “beccati” dall’opposizione in un noto ristorante Si parla di un ruolo da vicesindaco per l’ex Forza Italia

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di Paolo Lombardi

FORTE DEI MARMI

«Nasce a Forte il patto della costata?». La domanda, che è già quasi un tormentone, se la fanno i rappresentanti dei Comunisti Italiani, ricordandosi del  ben più celebre patto della crostata, quando a casa di Gianni Letta Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi siglarono un’intesa diabolica.

Stavolta i due protagonisti si chiamano, più umilmente, Umberto Buratti e Gabriele Monteforte. Ormai ex avversari, in realtà sempre più vicini in vista delle prossime elezioni. Come documenta una cena a base, appunto, di buona carne. In cui si è parlato - si dice - anche di un possibile ruolo da vicesindaco per Monteforte nell’eventuale nuova giunta burattiana. In cambio, pare, di un ritiro della lista terzopolista.

«I due commensali, qualche sera fa - scrive con sarcasmo ilPdci - si sono dati appuntamento in un noto ristorante di Querceta per una cena a base di “ciccia”. Il caso ha voluto che nello stesso locale, e alla stessa ora, si sia recata anche la delegazione di un gruppo politico avverso ad entrambi, per festeggiare il compleanno di un illustre loro amico. La sorpresa non è mancata, è innegabile, forse anche un po’ d’imbarazzo: ma, ormai, la frittata era fatta e tanto valeva, per i nostri due commensali, continuare a gustarsi le saporite pietanze. Era una cena per uno scambio di convenevoli? Per discutere di questioni private? Oppure, cosa, che ci solletica massimamente, per affrontare temi di politica locale? Soltanto l’Eterno lo può sapere».

«Certo, avremmo voluto essere presenti! - prosegue la nota - Perché una cosa che ci siamo sempre chiesti è “Che cosa si diranno, di cosa parleranno, quei due, nei loro fugaci incontri per le strade di Forte dei Marmi o nelle stanze dove si decidono le sorti del paese?” A differenza di altri, a noi, del Pdci, fanno piacere , in fondo, questi colloqui. Si stabilisce un contatto; si elabora un programma. E, tutto questo, va bene così, davanti ad una bella bistecca nostrana. E un pensiero ci sovviene, e vorremmo che fosse più di  una speranza: che si sia stipulato, tra i due commensali, un accordo  che,  parafrasando il famoso patto della crostata, potremmo definire il patto della costata?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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