Il Tirreno

Versilia

«Fs contro Procura, un atteggiamento poco comprensibile»

«Fs contro Procura, un atteggiamento poco comprensibile»

L’intervento di alcuni legali delle parti lese: accertamenti necessari per garantire giustizia alle vittime e sicurezza

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di Donatella Francesconi

VIAREGGIO

«In relazione alle dichiarazioni che, tramite il proprio legale, il gruppo Fs ha recentemente rilasciato alla stampa, riteniamo di dover manifestare il nostro disappunto quali legali di alcune delle persone offese». E’ il comunicato firmato da Filippo Antonini, Fabrizio Bartolini, Maurizio Dalla Casa, Gabriele Dalle Luche, Enrico Marzaduri e Tiziano Nicoletti, legali di alcune delle parti lese nel procedimento giudiziario relativo al disastro ferroviario del 29 giugno a Viareggio.

«Le osservazioni compiute sull'operato della Procura della Repubblica di Lucca lasciano sconcertati», scrivono gli avvocati: «Sono state esposte critiche poco comprensibili per chi vuole capire le cause di quanto accaduto nella prospettiva di garantire alla collettività le migliori garanzie di sicurezza nel trasporto ferroviario di merci pericolose. Capire cosa è accaduto quella notte è l'unico modo per raggiungere questo obiettivo che invece, con le critiche espresse da Fs sugli organi di stampa, non solo pare in contrasto con la ricerca della verità da sempre manifestata come interesse primario da parte del Gruppo Fs, ma addirittura sembra essere diventato uno scopo secondario superato dalla polemica fine a sé stessa» .

Ferrovie, all’indomani dell’incontro tra la Procura e la commissione ministeriale di indagine, avevano contestato al Procuratore capo Cicala e alla sua squadra di Pm, periti ed esperti Polfer, il proseguimento delle indagini. Operato che era stato espressamente definito come «tardivo» nel confronto con una perizia, quella degli esperti nominati dal gip per l’incidente probatorio, alla quale Fs a più riprese ha attribuito il valore di ciò che non è: una sentenza bella e pronta.

«Come legali delle persone offese - continua la nota degli avvocati, che fa seguito agli interventi della senatrice del Pd, Manuela Granaiola, e del presidente della Provincia, Stefano Baccelli - non possiamo che ribadire la necessità che sia fatto tutto il possibile, con scrupolo e trasparenza di obiettivi, per garantire giustizia alle vittime e sicurezza sulla rete. E pertanto ci auguriamo che proseguano tutti gli accertamenti necessari affinchè, tramite il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, siano raggiunti questi risultati».

La chiusura delle indagini - come aveva annunciato prima di Natale al “Tirreno” il Procuratore capo Aldo Cicala - è prevista per marzo. Con la formulazione, da parte della Procura, dei capi d’imputazione e relativi rinvii a giudizio. Sui quali dovrà pronunciarsi il giudice per l’udienza preliminare: da tempo si fa il nome di Alessandro Dal Torrione.

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