Sicurezza
«Le aste? Bisogna farle» Moavero gela i balneari
A riportare la dichiarazione l’eurodeputato Morganti che ha parlato col ministro Le Regioni, intanto, chiedono a Roma di salvare gli stabilimenti balneari
di Matteo Tuccini
VIAREGGIO
Loro, i balneari, sono tutti (o quasi) a Roma. Stanno manifestando di fronte alla sede capitolina della Regione Marche, dove c’è la conferenza degli assessori regionali al turismo. Ma è a molti chilometri di distanza, a Bruxelles, che avviene il “fattaccio”. E a raccontarlo è l’eurodeputato leghista Claudio Morganti. Il cui comunicato stampa viene rilanciato in tarda serata dalle agenzie.
Colloquio a Bruxelles. Secondo quanto racconta Morganti, il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi - con cui i balneari si confronteranno il 23 febbraio - avrebbe incontrato gli europarlamentari italiani.
«Al ministro - dice - ho chiesto se ci fosse la possibilità di fare un decreto interministeriale, per derogare tale categoria dalla direttiva europea, come è stato fatto per altri settori, al fine di salvare una delle eccellenze del nostro Paese».
Secondo Morganti, Moavero avrebbe risposto così: «Il governo, al momento, non ha alcuna soluzione in tasca. Le associazioni di categoria dei balneari potranno presentare le loro richieste in un incontro che si terrà il prossimo 23 febbraio, dove si cercherà di trovare soluzioni compatibili con la direttiva comunitaria, per una futura disciplina del settore. Le concessioni - ha continuato Moavero secondo quanto si legge nella nota di Morganti - andranno all’asta pubblica, come ci ha ribadito la Commissione europea. Ci premeva adempiere alla direttiva Ue per evitare procedure di infrazione contro l’Italia».
Nessuna smentita. Morganti è all’opposizione rispetto a questo governo. E ha tutto l’interesse a dirne peste e corna. Tant’è vero che poi commenta così: «Il discorso del ministro non mi ha affatto convinto, in quanto testimonia, ancora una volta, l’adeguamento dell’Italia ad una normativa europea, e quindi che l’attuale governo è sempre pronto a chinare la testa di fronte all’Ue, facendosi portavoce delle sue decisioni». Dimenticando che è stato anche il “suo” governo, quello precedente a Mario Monti, a protrarre e anzi a peggiorare questa situazione.
Resta il fatto che da Roma, nel momento in cui scriviamo, non è arrivata alcuna smentita.
L’appello delle Regioni. E sì che la giornata aveva prodotto dei risultati notevoli, dal punto di vista diplomatico, per i balneari.
Al termine della conferenza degli assessori al turismo, infatti, è stato diffuso un comunicato di sostegno agli stabilimenti.
Nel documento si chiede al governo «se intenda assumere in forma ufficiale iniziative presso l’Unione europea, tese ad escludere il settore del demanio marittimo turistico dalla direttiva servizi Bolkestein». La famosa deroga, in parole povere, che i bagni chiedono per evitare la messa a gara delle concessioni dal 2016.
«In caso di risposta negativa - ha sottolineato il coordinamento degli assessori al turismo - si chiede al governo di ripristinare il tavolo per giungere ad una legge quadro di settore che, in un’ottica di generale organizzazione e semplificazione, contenga anche i criteri, peraltro già elaborati dalle Regioni, che tutelino e salvaguardino la peculiarità, la tipicità, e il valore della piccola e media impresa balneare italiana».
Ora non resta che aspettare la prossima curva di questa odissea infinita per i bagni.
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