Sicurezza
Dieci euro per il bollino da mettere sulle caldaie
Aumentano le tariffe della Provincia per le verifiche degli impianti Multe più salate del 40% per chi si dimentica di fare le certificazioni
SERAVEZZA
La Provincia e la Sevas battono cassa sul fronte dell’energia. Da quest’anno il “bollino”che certifica il corretto funzionamento delle caldaie sarà più caro.
Un aumento di due euro per tutti gli impianti di riscaldamento domestici. E contestualmente un rincaro (più consistente) per le sanzioni rivolte a chi non rispetta l’obbligo di revisione delle caldaie.
Gli aumenti sono stati decisi a fine dicembre e hanno colto un po’ di sorpresa anche gli operatori del settore (ai quali la comunicazione dei rincari è stata fatta solo a inizio anno), cioè le ditte alle quali è affidato il controllo degli impianti e che acquistano da Sevas (la società delegata dalla Provincia al servizio di verifica degli impianti termici) i famosi bollini.
L’azienda opera controlli (demandati poi alle singole imprese del settore) su tutta la Versilia escluso il Comune di Viareggio (che in questo caso ha una propria società di riferimento). Lo scopo è quello di verificare la funzionalità e l’efficienza energetica degli impainti in questione. Una sicurezza in più ma anche un’onere per le famiglie.
L’affidamento del servizio è stato riconfermato a Sevas dalla Provincia con un’apposita delibera lo scorso 29 dicembre. Un provvedimento che delega alla società la ridefinizione delle tariffe.
Dunque per ogni caldaia presente sul territorio d’ora in avanti il costo della verifica (obbligatoria ogni 24 mesi) passerà da 8 a 10 euro per gli impianti domestici con potenza fino a 35 kw, che sono anche i più diffusi.
Un più 25% poco influente, forse, sul bilancio familiare ma significativo (considerati i numeri degli impianti) per l’azienda che incassa il valore dei bollini.
Le tariffe per le altre tipologie di impianto sono così definite: 19 euro per le caldaie da 35 a 116 kw, 35 euro per quelle tra 117 e 350 kw e 60 euro per impianti di potenza superiore.
Più significativo per le tasche dei cittadini l’aumento delle sanzioni l’ha dove il controllo periodico non sia effettuato e la Sevas disponga verifiche nelle abitazioni che non hanno provveduto a dotarsi del bollino.
In questo caso la cifra per le caldaie tradizionali (fino a 35 kw di potenza) passa da 77 euro a 110. Con un aumento percentuale del 42% circa. Cambia anche il tariffario delle sanzioni relativo alle altre tipologia di impianto: 170 euro la sanzione per caldaie tra 35 e 116 kw di potenza, 230 euro per quelle tra 117 e 350 kw e 300 per impianti di potenza superiore a 350 kw.
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