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Spiagge, il decreto del governo Monti uscirà a febbraio

Spiagge, il decreto del governo Monti uscirà a febbraio

Il provvedimento dopo gli incontri dei ministri con i balneari Nel frattempo sarà chiuso il contenzioso con l’Europa

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di Matteo Tuccini

VIAREGGIO

Prima parlerà con i balneari. Poi si metterà a un tavolo e scriverà le nuove regole sulle concessioni demaniali. Il piano di lavoro del governo Monti, secondo il senatore Massimo Baldini (Pdl), è questo: niente sorprese, come la formula dei 4 anni uscita sui giornali con un tempismo pessimo. Ma una volontà, questa sì, di arrivare in fondo alla questione spiagge in tempi brevi.

E dunque alla fine di febbraio (l’incontro dei sindacati con i ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero Milanesi è previsto per il 23) il caso dell’eventuale riassegnazione, tramite gare, delle concessioni sarà inserito in un nuovo decreto.

Che l’esito sia favorevole o no per gli stabilimenti, difficile dirlo. Ma una cosa è certa: Monti ha iniziato con le liberalizzazioni, e intende mettere le spiagge nel pacchetto.

Le scadenze. Ma il primo appuntamento, fondamentale, per i bagni è proprio in questi giorni. Entro il 31 gennaio, infatti, il governo ha chiesto alle associazioni di categoria di portare le loro riflessioni in un documento. Niente di clamoroso: si tratterà delle richieste già fatte più volte dai bagni, e cioè salvare le imprese con l’esclusione delle concessioni dall’applicazione della direttiva Bolkestein. La famosa “deroga”, che per i concessionari è diventata più di una parola: un’àncora di salvezza.

L’impressione è che come in tutte le trattative ognuno partirà da un punto lontano, per poi cercare un avvicinamento. Il ministro Gnudi lo ha già fatto, cestinando la durata di 4 anni delle concessioni che, in effetti, è ridicola.

Il 23, poi, ci sarà l’incontro di Roma. Dove probabilmente Gnudi e Moavero illustreranno il loro progetto. Poi si passerà ai fatti, cioè alla stesura e alla pubblicazione del decreto.

«Nel frattempo - afferma Baldini, che assieme alla collega del Pd Manuela Granaiola sta seguendo da mesi la questione dei bagni - verrà chiusa la procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea per la mancata applicazione della direttiva Servizi».

Per Baldini, «la formula con cui si regolamenterà il Demanio è ancora all’esame dei tecnici. Si pensa a un decreto-legge o a un decreto legislativo». La differenza è che il primo avrebbe immediata efficacia e durerebbe 60 giorni, dopodiché dovrebbe essere convertito in legge. «Più facile, invece - dice Baldini - che si usi la seconda opzione, anche perché il Parlamento ha già dato mandato all’Esecutivo di riorganizzare il Demanio».

La paura delle aste. Che cosa conterrà il decreto? Non si possono fare troppe previsioni. Secondo alcuni esperti che seguono da tempo la questione, le aste delle spiagge ci saranno, ma con criteri che possano venire incontro il più possibile ai vecchi concessionari. Secondo altri, invece, la partita non è ancora chiusa.

Anche perché sull’altro tavolo c’è la questione degli incameramenti delle strutture, che di fatto elimina alla radice il problema. E su questo punto, il governo non ha ancora detto la sua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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